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Iva evasa attraverso la società 'cartiera' per 15 milioni di euro: sequestri in due aziende nel Barese

Blitz della Finanza negli uffici delle società operanti nel settore della commercializzazione di energia elettrica. Sarebbero state emesse false fatture per 74 milioni di euro. Tra gli indagati anche l'ex governatore regionale Vernola

Sequestro preventivo della Guardia di finanza nei confronti di due società operanti nel settore della commercializzazione di energia elettrica con sede nel Barese. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, su delega della Procura, hanno apposto i sigilli anche al patrimonio personale dei 4 amministratori della Cei Srl e della Velga Srl. Il sequestro preventivo è stato disposto, su richiesta di questa Procura, dal gip del Tribunale di Bari, sino al valore pari al profitto che sarebbe illecitamente derivato dall'evasione dell'Iva, ovvero 15,2 milioni di euro. Evasione emersa in seguito a un'ispezione tributaria, conclusasi nel 2019, nei confronti della Velga Srl,già con sede a Modugno e recentemente trasferita a Roma. Nel registro degli indagati figura anche Marcello Vernola, 59 anni già presidente della Provincia di Bari, che attualmente milita nella Lega. Vernola è il rappresentante legale della società Velga.

Le indagini

Le indagini hanno permesso di disvelare un complesso sistema di evasione fiscale - "particolarmente insidioso in ragione dell’immaterialità del bene commercializzato" spiegano dalle Fiamme Gialle - nel quale sono risultate coinvolte, oltre alle due aziende baresi, anche la società elvetica Entraco International S.A., tutte riconducibili ai medesimi indagati.

In particolare, dalle indagini è emerso che la società svizzera ha ceduto l’energia elettrica solo formalmente alla Cei srl. (risultata una mera “cartiera” o società “schermo”, inadempiente a tutti gli obblighi fiscali), ma di fatto direttamente alla Velga Srl, che ha successivamente commercializzato l'energia all’ingrosso e al dettaglio. Un complesso sistema votato a eludere il versamento dell’IVA, attraverso l’interposizione fittizia della società “cartiera”, costituita al solo scopo di emettere fatture false e su cui è stato fatto ricadere il debito di imposta verso l’Erario, in realtà mai onorato. Dalle investigazione è emerso che la Cei srl ha emesso, nel periodo 2014-2015, fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per oltre 74 milioni di euro nei confronti della VELGA S.r.l., con una conseguente evasione di IVA pari a oltre 15 milioni di euro. Da qui la richiest al gip di sottoporre a misura cautelare reale il patrimonio frutto di tale illecito arricchimento, il quale - concordando con tale prospettazione - ha disposto il sequestro preventivo delle disponibilità liquide della società e, per equivalente, dei beni nella disponibilità degli amministratori, di diritto e di fatto, delle società coinvolte fino al valore delle imposte complessivamente evase.

Sulla base di tale provvedimento il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari ha, quindi, sottoposto a vincolo cautelare somme di denaro, fabbricati e terreni situati a Roma e in provincia di Bari. "Gli esiti della presente attività d’indagine costituiscono un’ulteriore testimonianza del costante presidio economico-finanziario esercitato dalla Procura della Repubblica di Bari, in stretta sinergia con il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari, per la repressione del grave fenomeno dell’evasione fiscale che, oltre al connesso danno erariale, altera anche le dinamiche di mercato e la corretta e leale concorrenza tra le imprese" conclude la Guardia di Finanza.

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