Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

'Profitti' con crediti d'imposta inesistenti: maxi sequestro da 3,7 milioni per la Tradeco, due denunce

Sigilli sono stati posti su conti correnti personali, appartamenti, quote societarie ed altri beni di valore, riconducibili agli ex amministratori e legali rappresentanti della società attiva nella raccolta rifiuti

La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per complessivi 3,7 milioni di euro riconducibili alla società Tradeco Srl, azienda de Barese per il servizio di raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani in fallimento dal ottobre 2018: sigilli sono stati posti su conti correnti personali, appartamenti, quote societarie ed altri beni di valore, riconducibili agli ex amministratori e legali rappresentanti della società. Denunciati per "indebita compensazione di contributi previdenziali ed assistenziali” due rappresentanti legali protempore della società fallita. 

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura. In base alle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dal sostituto procuratore Giuseppe Dentamaro, la Tradeco, nel periodo dal 2015 al 2018, ovvero prima della dichiarazione di fallimento, avrebbe "fittiziamente adempiuto" al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali (Inps ed Inail) riferiti ai propri dipendenti mediante l’utilizzo, in compensazione, di crediti d’imposta per agevolazioni come la 'carbon tax' non spettanti per oltre 1,2 milioni di euro o del tutto inesistenti per 25 milioni di euro. Le presunte condotte illecite sarebbero state finalizzate a ottenere il Documento di Regolarità Contributiva (Durc), necessario per la partecipazione alle gare pubbliche di appalto.

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