Sequestrati beni per 3,7 milioni ad avvocato barese: "Truffa nella curatela fallimentare"

La disposizione riguarda 29 immobili: Il legale barese, in circa un decennio si sarebbe appropriato di oltre 1,5 milioni di euro, di cui avrebbe poi restituito solo 835mila

La Guardia di Finanza, su richiesta della Procura della Corte dei Conti di Bari, ha eseguito un sequestro di 3,7 milioni di euro in beni riconducibili ad un avvocato barese, nell'ambito di una sua attività di ex curatore fallimentare Le indagini sono derivate da alcuni accertamenti svolti dalla GdF a seguito di una segnalazione di Operazioni Sospette riguardante un versamento di un assegno da 800mila euro, intestato ad una curatela fallimentare, sul conto personale dell'avvocato. Nei riguardi dell'avvocato, il gup di Bari, nel dicembre 2015, emise una sentenza di condanna (divenuta poi irrevocabile nel febbraio 2016) a due anni e quattro mesi di reclusione (i due anni furono, poi oggetto di indulto) per i reati di peculato, truffa aggravata, falso ideologico e per reati tributari, connessi alle gravi condotte appropriative poste in essere dall'avvocato nell’ambito della curatela fallimentare a lui affidata.

*Aggiornamento 7 agosto 2018 - In data 20 giugno 2018 la Corte dei Conti di Bari ha rigettato la richiesta di sequestro della Procura della Corte dei Conti, non riconoscendo il Danno Erariale-patrimoniale e rinviando il procedimento nel merito.

I beni sequestrati

Tra i fatti contestati, vi sono l’appropriazione dei canoni di locazione dei vari immobili della società in fallimento, la realizzazione di falsa documentazione di giustificazione delle spese della curatela. la realizzazione di falsi mandati di pagamento a firma di giudici e cancellieri del Tribunale di Bari utili per prelevare al proprio fine denaro di pertinenza della curatela, l’omessa indicazione di elementi positivi di reddito nell’ambito della curatela. Per gli inquirenti, l'avvocato si sarebbe appropriato "di oltre 1,5 milioni di euro, di cui aveva poi restituito 835mila, lasciando però un “buco” di oltre 672mila euro". La Corte dei Conti, a seguito di attività d'accertamento, ha disposto il sequestro di 29 immobili. L'avvocato è stato citato in giudizio per il prossimo 31 maggio.

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