Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Terreni, aziende, auto di lusso e conti correnti: sequestro da 80 milioni di euro per il 're degli assalti ai portavalori'

Questa mattina è stato eseguito il decreto nei confronti di Giuseppe Magno, 55enne latitante fino allo scorso aprile. In questi giorni Magno, attualmente in carcere a Trani, sta affrontando il processo di primo grado per i reati contestati

Beni immobili, compendi aziendali, beni di lusso e conti correnti vari, per un totale di 80 milioni di euro: è l'esito del maxi sequestro ai danni di Giuseppe Magno, andriese anche noto come il 're' degli assalti ai portavalori. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo provinciale hanno dato esecuzione al decreto emanato dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari, nei confronti del latitante catturato nel Leccese ad aprile dello scorso anno, dopo una fuga durata 16 mesi. 

Le immagini del blitz 

Il sequestro è avvenuto mentre Magno, attualmente in carcere a Trani, sta affrontando il processo di primo grado. Una ricchezza che non poteva passare inosservata e così la Procura della Repubblica di Trani, la stessa che aveva condotto le indagini conclusesi con l’arresto del criminale andriese, ha delegato la Sezione specializzata in Misure di Prevenzione del Comando Provinciale di Bari, che ha passato al setaccio tutti gli acquisti, le costituzioni aziendali e le movimentazioni finanziarie che Magno e la sua famiglia avevano compiuto nell’ultimo trentennio. L’attività investigativa ha evidenziato non soltanto la elevata pericolosità sociale dell'uomo, ma anche (e soprattutto) l’illecita provenienza dei capitali attraverso i quali il 55enne, già conosciuto alle forze dell'ordine, era riuscito a costituire il suo “impero”. La richiesta, avanzata dalla Procura della Repubblica di Trani, è stata accolta dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari che ha condotto un laborioso e scrupoloso lavoro di analisi, ricostruendo minuziosamente tutto il capitale accumulato, mettendo in luce la provenienza illecita delle risorse finanziarie utilizzate dal proposto e dai suoi più stretti familiari, nonché dimostrando come - nel corso degli anni - Magno avesse abilmente “riversato” i proventi delle sue attività delittuose nell’acquisto di beni e nella creazione di varie aziende agricole.

Il sequestro 

Al 55enne, andriese e alla sua famiglia sono stati sequestrati, infatti, 119 terreni agricoli, per un’estensione totale di oltre 530 ettari, 3 aziende agricole, 6 autovetture, tra cui una Porsche Panamera, disponibilità finanziarie varie e ben 29 immobili, tra i quali sia l’immenso autoparco di Via Canosa 400 sia il cosiddetto “Castello”, l’abitazione residenziale divenuta simbolo del potere e della caratura criminale del 55enne, che da sola ha un valore stimato di circa tre milioni di euro. Per ogni singolo cespite sequestrato l’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari ha proceduto ad una analitica ricostruzione della genesi finanziaria, dimostrando come, di fatto, l’intero patrimonio sia stato costruito grazie ai proventi illeciti delle scorrerie criminali ostinatamente portate avanti per oltre 30 anni da Magno che – alle prime ore di questa mattina – ha ricevuto in carcere la notifica del provvedimento di sequestro.

La complessità delle indagini, derivante soprattutto dal fatto che ci fossero sia fonti di guadagno illecite, sia lecite, non ha scoraggiato il Tribunale di Bari, la Procura di Trani e i Carabinieri di Bari che, a poco più di un anno dalla cattura del pericoloso criminale, sono riusciti a sottrarre alla disponibilità dello stesso un capitale contaminato poiché frutto di reati spesso efferati. La carriera criminale di Magno è infatti nota: il primo arresto, per furto di auto, risale al 1988; e da quel momento una escalation criminale – costellata da furti, ricettazioni, rapine, reati in materia di armi ed assalti portavalori – culminata con il tentato omicidio di una guardia giurata durante un fallito assalto a bancomat. Poi la latitanza e l’arresto dell’aprile 2020.

"Solo la caparbia e congiunta azione della Procura di Trani e dell’Arma barese era riuscita ad arrestare una tale tracotanza delinquenziale - ricordano in una nota dal Comando provinciale dei carabinieri - Ma, come noto, la lotta alla criminalità deve essere condotta attraverso strategie investigative ad ampio spettro, capaci di aggredire non solo la persona, ma anche i patrimoni illecitamente accumulati. Ed è solo la determinata e laboriosa attività del Presidente dell’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Bari, dei componenti e del giudice relatore che hanno reso vincente la strategia perseguita, conclusasi con il sequestro di un patrimonio così vasto e variegato". "L’importantissimo risultato odierno non fa che confermare l’importanza strategica della lotta ai patrimoni illeciti accumulati dalla criminalità, sia comune sia di tipo associativo. I profitti e le ricchezze ottenuti attraverso i traffici criminali, infatti, vengono costantemente sottratti all’economia reale, attraverso operazioni di reimpiego in attività apparentemente lecite" concludono.

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