Cronaca

Auto, immobili e una profumeria: sigilli al patrimonio di due pregiudicati

Sequestrati dalla Finanza beni per 1,2 milioni di euro: le indagini sono partite dalla sproporzione tra i redditi dichiarati e la capacità economica dei due pregiudicati, i cui beni erano spesso intestati a prestanome

Tre auto, due immobili a Japigia, nove conti correnti e una profumeria, per un valore complessivo di 1,2 milioni di euro. E' il patrimonio sequestrato oggi dai finanzieri del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata di Bari a due pregiudicati baresi. I due provvedimenti sono stati emessi dal Tribunale di Bari – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Bari, in applicazione della normativa antimafia.

Le indagini condotte hanno consentito di dimostrare che tali beni, intestati formalmente a dei prestanome, erano in realtà nella disponibilità di due pregiudicati: M. B., 52 anni, e A. B., 32 anni, ritenuti vicini agli ambienti della criminalità organizzata della città.

M. B., già destinatario di un provvedimento di sorveglianza speciale di P.S., è gravato da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, e secondo gli investigatori sarebbe parte un'organizzazione dedita al traffico di droga e ritenuta contigua allo storico clan Parisi di Japigia.

A. B., attualmente sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. per la durata di tre anni, ha subito nel 2008 una condanna a quattro anni di reclusione per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. Dal processo sarebbe emersa la sua appartenenza al clan Capriati, egemone nel borgo antico.

"Le indagini eseguite dai finanzieri - spiega una nota diffusa dalla Finanza - anche attraverso l’analisi ed il confronto delle informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso alla Guardia di Finanza (Anagrafe Tributaria, Anagrafe dei rapporti finanziari, S.D.I. e applicativo Molecola dello S.C.I.C.O.), hanno permesso di verificare l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità dei proposti e la loro capacità economica lecita. I due pregiudicati, infatti, non hanno mai prodotto nella loro vita redditi ufficialmente dichiarati".

Il Tribunale di Bari sottolinea che, come sempre, garantirà ogni sforzo per assicurare la prosecuzione dell’attività commerciale oggetto di sequestro che è stata già affidata ad un amministratore giudiziario.

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