Segregati in una villetta tra sbarre e urina: per 7 cani maltrattati inizia una nuova vita

Il sequestro degli animali, poi trasferiti a Corato, è stato disposto dal Tribunale di Trani. I sopralluoghi nell'abitazione a Trani hanno permesso di svelare le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui vivevano nove esemplari di randagi

La loro nuova vita ripartirà dall'Oasi del cane di Corato - il rifugio dell'Associazione nazionale Guardie per l'Ambiente - dopo anni vissuti tra spazi angusti e pochi areati, tra la loro stessa urina. Sono stati trasferiti la scorsa settimana, dopo il decreto di sequestro disposto dal tribunale di Trani, i 7 cani ritrovati in condizioni igienico-sanitarie precarie all'interno di un'abitazione privata a Trani. Una vicenda che trova il lieto fine dopo i primi controlli disposti a marzo del 2018.

Nove cani segregati in casa

Tutto è partito dal controllo degli agenti del Comando di polizia locale, che tra marzo e maggio del 2018 hanno effettuato tre controlli nell'abitazione della donna. Nel primo, come si evince dal provvedimento di sequestro, erano subito chiare le condizioni igienico sanitarie in cui erano tenuti gli animali, a partire dal fetore e dalle esalazioni maleodoranti percepite dagli agenti, "le quali recavano un disturbo tale da permettere solo al medico di entrare nei locali" si legge. Al terzo controllo, avvenuto il 23 maggio, si è scoperto che erano 9 i cani segregati: 2 nel giardino antistante la villetta, 6 al'interno e uno nella veranda posteriore.

Precarie le condizioni igienico sanitarie dei locali in cui i cani erano tenuti - che la donna avrebbe ritrovato in stato di abbandono nelle vicinanze dell'abitazione, come raccontato agli agenti - con presenza di urina su pavimenti e mobili, finestre sbarrate che non permettevano quindi un'adeguata areazione e illuminazione e l'impossibilità degli animali di spostarsi da un ambiente all'altro, spesso segregati in spazi molto stretti.

La totale assenza di feci nell'abitazione, inoltre, avrebbe fatto pensare al medico veterinario che ha seguito gli agenti durante i controlli, che ci sarebbero stati fenomeni di coprofagia tra gli esemplari, derivati dal loro forte stress psico-fisico legato alla situazione in cui si trovavano.

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Denuncia per abbandono di animali

Condizioni che hanno probabilmente causato la morte di due dei 9 nove esemplari rinchiusi nell'abitazione. Per gli altri sette, dopo anni di tribolazione, si sono aperte invece le porte del canile gestito dalle Guardie ambientali di Corato. La donna è invece attualmente indagata per il reato di abbandono di animali (articolo 727 del codice penale).

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