Capi di abbigliamento contraffatti, in manette quattro commercianti

Avevano creato un vero e proprio mercato parallelo di grandi marche in grado di soddisfare tutti i tipi di clientela. I capi contraffatti venivano importati dalla Campania in alcuni laboratori del barese, dove venivano poi applicati i falsi marchi

Parte della merce sequestrata stamattina

Capi contraffatti delle marche più prestigiose (HOGAN, NIKE, MONCLER, BLAUER, REFRIGEWEAR, WALT DISNEY così ben rifiniti da essere quasi indistinguibili dagli originali anche agli occhi degli esperti. I militari della Guardia di Finanza di Monopoli ne hanno sequestrati stamattina oltre 20.000, nel corso dell'operazione "Fake Brands Import" che ha portato all'arresto di quattro commercianti baresi con l'accusa ricettazione di merce contraffatta e falsificazione dei marchi.

LE INDAGINI - L'inchiesta coordinata dalla Procura di Bari aveva avuto inizio due anni fa, a partire da un sequestro di merce contraffatta avvenuto in un negozio di Conversano. Le utenze telefoniche delle persone allora coinvolte furono messe sotto controllo, permettendo così agli investigatori di ricostruire la rete organizzativa che gestiva l'attività illecita.

IL SISTEMA DI RIFORNIMENTO - I capi di abbigliamento contraffatti venivano importati dalla Campania attraverso delle società fittizie di distribuzione di articoli di moda che emettevano "regolari" bolle di accompagnamento in grado di eludere anche eventuali controlli della Guardia di Finanza. Una volta in Puglia gli articoli venivano depositati presso dei laboratori appositamente organizzati che provvedevano ad apporre i falsi marchi sui capi di abbigliamento.

LA VENDITA AL DETTAGLIO - l'incontro con gli eventuali acquirenti veniva fissato sempre per appuntamento, in appartamenti adibiti a bazar del falso. Nella gran parte dei casi gli acquirenti erano quindi consapevoli dell'acquisto di merce contraffatta, spesso esprimendo delle vere e proprie "ordinazioni" dei capi che avrebbero voluto acquistare.

LE ATTIVITA' DI COPERTURA - Dopo i primi sequestri effettuati dalla Guardia di Finanza, i truffatori si erano fatti più prudenti. Auto e appartamenti utilizzati per le attività illecite venivano intestati a insospettabili prestanome, mentre le sim telefoniche utilizzate per organizzare i traffici venivano cambiante in continuazione. Parallelamente, per agevolare anche la vendita e la contrattazione " a distanza", i fornitori avevano realizzato degli appositi cataloghi fotografici.

LE PERSONE ARRESTATE - Le persone arrestate sono state in tutto quattro. Si tratta di A.c, 40 anni, di Japigia; N.C, 42 anni di Casamassima; G.c., 43 anni, residente a Noci; G.P., 42 anni di Loseto. Altre quattro persone, due napoletane e due baresi, sono indagate.

I BENI SEQUESTRATI - L'operazione condotta oggi dalla Guardia di Finanza ha portato al sequestro di oltre 20.000 capi di abbigliamento, 15 autovetture del valore complessivo di 200.000 euro, 11 macchinari per il confezionamento di accessori ed etichette e 1 opificio industriale. La Procura di Bari, d'accordo con le società proprietarie dei marchi, sta vagliando la possibilità che gli oltre 20mila capi sequestrati (di ottima manifattura) non vengano distrutti ma, una volta privati del marchio contraffatto possano essere donati, attraverso istituzioni o associazioni, a persone indigenti.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Investito mentre attraversa la Tangenziale: un morto. Traffico bloccato sulla Statale 16

  • Il dolore per Ivan, morto in uno schianto in moto a 17 anni: "Ora sei un angelo, ti ricorderemo sempre"

  • Pitbull senza guinzaglio semina il panico in pizzeria: si avventa contro cagnolino e lo uccide

  • Schianto con la moto alla zona industriale: muore ragazzo di 17 anni, ferito l'amico

  • Sparatoria tra la folla nel centro storico di Bitritto: feriti un passante e un pregiudicato

  • Incidente in Tangenziale all'altezza di Santa Fara: traffico in tilt e code per chilometri

Torna su
BariToday è in caricamento