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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Giro di scommesse clandestine in tutta Italia, maxi confisca da 160 milioni. I soldi erano reinvestiti per acquisti di beni anche in Puglia

Operazione della Guardia di Finanza di Catania nell'ambito dell'operazione 'Doppio gioco' ai danni Francesco Catacchio e Antonio Di Marzo, indagati per associazione per delinquere, raccolta di scommesse clandestine, riciclaggio, truffa allo Stato ed evasione fiscale con l'aggravante del reato transnazionale

I soldi guadagnati sarebbero stati reinvestiti anche in Puglia, per acquistare terreni, fabbricati, società. Denaro arrivato da un giro di scommesse clandestine internazionali, che ha portato a una maxi confisca da 160 milioni di euro ai danni di due indagati. Il provvedimento, come riportato dall'agenzia Ansa, è stato eseguito dal comando provinciale di Catania e dal Servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della Guardia di finanza nei confronti di Francesco Catacchio e Antonio Di Marzo, indagati per associazione per delinquere, raccolta di scommesse clandestine, riciclaggio, truffa allo Stato ed evasione fiscale con l'aggravante del reato transnazionale.

Si tratta del primo esito processuale di una complessa attività investigativa, svolta dal nucleo Pef della Guardia di finanza di Catania e dallo Scico, sfociata, in un'ordinanza - eseguita nel marzo del 2021 in Sicilia, Emilia Romagna e Puglia e Germania, Polonia e Malta - con cui il Gip aveva disposto misure cautelari nei confronti di 23 indagati. Ad alcuni di loro è stata contestato di avere favorito gli interessi dell'associazione mafiosa Santapaola-Ercolano. Per la Guardia di finanza sarebbe stata "delineata l'esistenza di una stabile organizzazione della società maltese in Italia, che, dal 2013 al 2016, ha conseguito ricavi non dichiarati per 570 milioni di euro e ha omesso la dichiarazione dell'imposta sulle scommesse per circa 30 milioni di euro". Secondo la Procura di Catania "solo una parte minimale delle scommesse avveniva on line, mentre la maggior parte delle puntate sarebbe stata effettuata in presenza e pagata in contanti". Gli importi delle scommesse, raccolte dalle varie agenzie sul territorio nazionale, e i proventi dell'evasione sarebbero poi affluiti nei conti di una società maltese e, da lì, sarebbero stati ulteriormente riciclati nell'acquisito di terreni, fabbricati, società in Italia (Puglia ed Emilia-Romagna) e in Germania.

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