Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Finanzieri seguono camion 'sospetto' e scoprono una montagna di rifiuti speciali: erano accatastati illecitamente, evasa ecotassa

Il blitz delle Fiamme Gialle in un'azienda di Altamura operante nel settore del recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse: i rifiuti erano stati accastati illecitamente, evadendo anche il pagamento dell'ecotassa

 

Una vera e propria 'montagna' di rifiuti speciali, alcuni dei quali in pessimo stato, accatastati in maniera abusiva su un'area di oltre 1400 metri quadri. E' quanto hanno scoperto i finanzieri ad Altamura.

La scoperta è stata fatta pedinando un autoarticolato telonato con targa italiana che, dopo alcune manovre sospette, ha imboccato una strada secondaria alla periferia di Altamura, per poi concludere la propria corsa in un piazzale nei pressi dell’ingresso della sede di una società a responsabilità limitata nel settore del recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse. Qui l'attenzione dei finanzieri altamurani è stata subito richiamata da una vera e propria “montagna” di rifiuti speciali, una parte dei quali in pessimo stato di conservazione.

Quindi, i militari operanti sono intervenuti, innanzitutto, sul posto per controllare il carico del mezzo, che è risultato essere costituito da 8 tonnellate di materiale spugnoso proveniente da Acerra e destinato a tale s.r.l.. Successivamente, la pattuglia ha esteso le attività di controllo all’impresa nel cui piazzale erano stoccati enormi quantitativi di rifiuti costituiti da materiale spugnoso misto a stracci, pellame e metallo, nonché legno, plastica, tubi, ferraglia, rifiuti derivanti da attività di autoriparazione e fili elettrici.

Le Fiamme Gialle hanno, pertanto, richiesto al titolare dell’impresa l’esibizione sia della documentazione amministrativo-contabile legittimante il possesso del materiale rinvenuto sia delle autorizzazioni amministrative previste dalla normativa ambientale in materia di recupero, trattamento e gestione dei rifiuti. Tuttavia, il rappresentante legale della società è stato in grado di fornire solo scarna documentazione attestante, peraltro, l’acquisto di un minimo quantitativo di materiale spugnoso. 

Quindi, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro l’intera area di complessivi 1400 metri quadrati, contenente oltre 1050 tonnellate di materiale di “rifiuto speciale”, e hanno deferito alla competente autorità giudiziaria per il reato di “attività di gestione di rifiuti non autorizzata” (punito con l’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2600 a 26mila euro) il responsabile dell’impresa che ora sarà tenuto anche ad effettuare le operazioni di rimozione, di recupero, smaltimento dei rifiuti, nonché di bonifica e di ripristino dello stato dei luoghi. Tali operazioni saranno disposte con un’ordinanza del Sindaco del Comune interessato, che fisserà il termine entro cui provvedere, decorso il quale si procederà all’esecuzione in danno del soggetto obbligato.

L’attività illecita accertata dalle Fiamme Gialle altamurane non solo è particolarmente pericolosa per l’ambiente e la natura, poiché il materiale rinvenuto è suscettibile di contaminare il terreno ed inquinare l’aria in caso di incendio, ma ha anche rilevanti ricadute in termini di evasione fiscale, in particolare della cd. “ecotassa”. Si tratta di un tributo speciale previsto per il deposito in discarica di rifiuti solidi che si applica anche a chiunque esercita illecitamente l’attività di discarica abusiva ovvero abbandona, scarica ed effettua deposito incontrollato di rifiuti e che ha quale finalità quella di garantire il ristoro del danno ambientale nonché quella di dissuadere dalla commissione di illeciti ambientali. 

I Finanzieri hanno, perciò, proceduto a constatare a carico del titolare della società l’ecotassa evasa e le sanzioni amministrative dovute per un ammontare complessivo pari a 163.000 euro. 
 

Potrebbe Interessarti

Torna su
BariToday è in caricamento