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Cronaca Bitonto

Auto, conti e una casa popolare occupata abusivamente e trasformata in appartamento di lusso: sequestrati beni a Domenico Conte

Il presunto boss di Bitonto, coinvolto nel recente blitz 'Market Drugs', è indagato per aver promosso e diretto un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti attiva nella cittadina barese, con l’aggravante delle modalità mafiose

I Carabinieri hanno eseguito sequestri preventivi, finalizzati alla confisca, per beni da 300mila euro riconducibili a vario titolo a Domenico Conte, presunto boss di Bitonto, indagato per aver promosso e diretto un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti attiva nella cittadina barese, con l’aggravante delle modalità mafiose. Il provvedimento, emesso dal gip di Bari su richiesta della Dda, arriva a pochi giorni dal blitz 'Market Drugs' messo a segno lunedì scorso, con decine di ordinanze di custodia cautelare in carcere, che hanno colpito anche Conte.

Per gli investigatori, la presunta associazione avrebbe gestito due piazze di spaccio, una definita “Zona 167”, ubicata in via Sandro Pertini e l’altra nel centro storico di Bitonto, in via Arco Cristo, all’interno del quadrilatero conosciuto come “Zona del Ponte”.

Tra i beni sequestrati, sottratti alle disponibilità di Conte e della sua famiglia, vi sono dieci rapporti finanziari, due autovetture, l’appartamento ubicato proprio in via Sandro Pertini, un immobile di edilizia popolare occupato senza titolo, completamente ristrutturato, fino a farne una lussuosa dimora dotata di ogni comfort, arredata con mobili e oggetti di ingente valore, nonché munito di un reticolato di telecamere per controllare l’area. Le ricchezze sarebbero state accumulate in 10 anni, secondo gli inquirenti, anche grazie ai traffici di stupefacenti.

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