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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Sequestro in ristorante giapponese a Bari, i gestori di Taku e Shodai: "Noi non coinvolti"

I titolari dei due ristoranti del murattiano precisano l'estraneità dei rispettivi locali al sequestro effettuato dalla Guardia costiera

In merito alla notizia pubblicata questa mattina, e relativa ad un sequestro di prodotti ittici operato dalla Guardia costiera in un ristorante giapponese del centro, riceviamo e pubblichiamo le precisazioni dei titolari dei ristoranti Shodai di piazza Massari, e Taku di via De Nicolo', che sottolineano l'estraneità dei rispettivi locali alla vicenda.

Il nome del ristorante interessato dall'operazione non è stato reso noto dalla Direzione Marittima della Guardia costiera di Bari, che ha spiegato di aver operato tale scelta poiché ulteriori accertamenti sono in corso e che il locale interessato non è stato chiuso ma è stato destinatario di sanzioni per violazioni amministrative e di prescrizioni da parte del Servizio veterinario e di prevenzione della locale ASL.

Giuseppe Bellomo, titolare del ristorante Shodai: "In merito alla notizia del blitz della Guardia Costiera effettuato in “un noto ristorante giapponese del centro della città di Bari” chiediamo agli organi di informazione di rendere noto il nome del suddetto ristorante al fine di non gettare discredito su chi non si è reso colpevole di illeciti e violazioni amministrative, men che meno dello “spettacolo indecoroso di sporcizia all’interno della cucina, che ha messo gli ispettori della Capitaneria nelle condizioni di dover richiedere l’ausilio del personale veterinario e del servizio di prevenzione della locale Asl”. I ristoranti giapponesi nel centro di Bari sono pochissimi e molti nostri clienti potrebbero pensare che il controllo della Guardia Costiera possa aver interessato lo SHODAI di piazza Massari. Così non è! Per questo chiediamo che la notizia non sia pubblicata in modo generico, gettando indirettamente discredito su chi svolge questa attività in modo rigoroso, offrendo alla propria clientela il meglio della gastronomia giapponese".

I gestori del Taku: "La direzione del ristorante Taku, nel ribadire l'assoluta estraneità al sequestro operato dalla Guardia Costiera, vuole rassicurare la propria clientela. Siamo sempre attenti e scrupolosi nel somministrare pesce crudo, che viene accuratamente trattato e abbattuto secondo tutti i procedimenti previsti dalla normativa vigente. Siamo sempre attenti a garantire alla nostra clientela standard qualitativi elevati che ci conosce ha già avuto modo di verificare".

In seguito alla pubblicazione di tale articolo sulla nostra pagina Facebook, i commenti di alcuni utenti del social network hanno fatto riferimento al ristorante Nagoya come possibile locale coinvolto nel sequestro. A tal proposito, alle ore 20.13 di oggi, 7 marzo, abbiamo ricevuto in redazione la mail dell'avvocato Annalisa Moschetti, legale rappresentante del ristorante Nayoga, che ha categoricamente smentito qualsiasi coinvolgimento del locale nella vicenda in questione.


 

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