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L'intervento delle guardie ecozoofile dell'Anpana e la carcassa contenuta nel recipiente

L'intervento delle guardie ecozoofile dell'Anpana e la carcassa contenuta nel recipiente

Sotto il cespuglio un serpente conservato in formalina: "Specie pericolosissima e vietata in Italia"

Il singolare ritrovamento nel Barese: il recipiente con il rettile, abbandonato in una zona di campagna, è stato recuperato dalle guardie ecozoofile dell'Anpana: "Un esemplare di circa 2 metri di vipera del Gabon, specie velenosa, la cui detenzione è illegale nel nostro Paese"

Portare il cane a spasso in una zona di campagna e imbattersi in qualcosa che mai ci si sarebbe immaginati. Come un esemplare - fortunatamente ormai privo di vita - di vipera del Gabon, serpente velenoso diffuso nell'Africa sub-sahariana.

Un ritrovamento tanto singolare quanto misterioso - oltre che inquietante, vista la pericolosità della specie, la cui importazione e detenzione è comunque vietata in Italia, come quella di altri rettili velenosi europei ed esotici - avvenuto qualche giorno fa in un centro del Barese (sul luogo c'è riserbo, alla luce di indagini in corso). A scoprire la carcassa del rettile - un esemplare di circa due metri - contenuta in una damigiana di vetro e abbandonata sotto un cespuglio lungo una stradina di campagna, è stato un cittadino che portava a spasso il proprio cane. Improvvisamente, durante la passeggiata, l'animale ha 'puntato' qualcosa, facendo scoprire il contenitore seminascosto. Così è partita la segnalazione alle guardie ecozoofile dell'Anpana, intervenute sul posto.

Dopo aver allertato le autorità competenti del ritrovamento, l'esemplare è stato trasferito presso il Dipartimento di medicina veterinaria, sezione di patologia aviare, diretto dal prof. Antonio Camarda. "Il contenitore in cui era il rettile - spiega Nico Monno, presidente provinciale dell'Anpana Bari e comandante delle guardie ecozoofile, intervenuto per il recupero - era stato riempito di formalina: è probabile quindi che qualcuno abbia tentato di conservare l'esemplare, salvo poi sbarazzarsi di tutto, visto che la detenzione di un simile animale, sia vivo che morto, è comunque illegale. Certo un gesto folle, quello di abbandonare tutto così, in campagna, considerato che chiunque sarebbe potuto venire in contatto con quel contenitore". "Si tratta - aggiunge Monno - di una specie pericolosissima, tra le più velenose, i cui denti possono raggiungere anche i 5 cm".

vipera del gabon (6)-2

Quello che resta da capire è chi, a che scopo e in che modo fosse entrato in possesso di quell'esemplare, peraltro di una specie così pericolosa, con ogni probabilità detenuto illegalmente, dal momento che tali specie sono state 'bandite' in Italia da più di vent'anni. E in questa direzione si muovono gli accertamenti avviati dai carabinieri forestali, informati del ritrovamento.

"Già in passato - ricorda Monno - come guardia ecozoofile dell'Anpana ci è capitato di intervenire per la presenza di animali esotici, come nel caso di un boa constrictor ritrovato in un vigneto a Noicattaro. Si tratta di episodi - sottolinea - che richiamano l'attenzione sul fenomeno dell'importazione illegale di animali esotici: c'è un reato che viene continuamente reiterato, quello dell'importazione appunto, e che non è semplice contrastare. Purtroppo questo è un business ancora molto fiorente".
 

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