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Sicurezza, i sindacati di polizia scrivono a Pansa: "Necessarie più risorse e sinergie"

Lettera delle organizzazioni sindacali al capo della Polizia Pansa, oggi in visita alla Questura di Bari: "La realtà barese si è trasformata, non servono risposte emergenziali, ma uomini, risorse, e unità d'intenti nella lotta alla criminalità"

Non solo la carenza di uomini e mezzi, ma anche una trasformazione del territorio, delle sue 'geografie' criminali e delle sue esigenze di sicurezza. In una lettera unitaria indirizzata al capo della Polizia, Alessandro Pansa, oggi in visita alla Questura di Bari, i sindacati di polizia analizzano la situazione barese, avanzando richieste e proposte per affrontare la lotta alla criminalità.

"La questione nodale - scrivono le organizzazioni sindacali nella lettera - non è solo l’endemica e inquietante carenza di personale, mezzi e divise, bensì la sottovalutazione delle trasformazioni di questa realtà provinciale che negli ultimi anni ha assunto il ruolo di città metropolitana con forti connotazioni internazionali che la rendono a tutti gli effetti la porta italiana ed europea verso l’Oriente. Ecco perché - proseguono - rimaniamo attoniti rispetto al mancato rafforzamento di fondamentali presidi di polizia frontaliera come il porto e l’aeroporto di Bari, veri e propri avamposti dell’azione di prevenzione del terrorismo internazionale, sovraccaricati nell’ultimo decennio da un incremento esponenziale del traffico di merci e passeggeri, molti dei quali provenienti da aree extra Schengen". "Anche la presenza di C.I.E. e C.A.R.A. - ricordano ancora i sindacati di polizia - rappresentano un ulteriore impegno quotidiano per le forze di polizia, che trascende dalla mera attività di vigilanza attesi il rischio di infiltrazioni terroristiche e il costante pericolo rappresentato delle frequenti rivolte che hanno richiesto un massiccio intervento di operatori per essere sedate, come capitato solo qualche giorno addietro".E poi ancora: "L’incremento delle rapine ai portavalori compiute con tecniche militari in pieno giorno e lungo arterie stradali ad alta densità, gli attacchi ai trasporti di T.L.E., l’espansione del fenomeno degli assalti ai bancomat (che ha costretto Poste Italiane a sospendere i servizi di prelevamento di denaro durante il fine settimana e nelle fasce serali e notturne), il depredamento sistematico dei conduttori in rame (che obbliga le Ferrovie del Sud Est a tenere in deposito le motrici elettriche e a muovere i treni con le vecchie motrici a nafta) richiedono sforzi ben superiori sotto il profilo della prevenzione e della repressione investigativa, che al momento sono semplicemente impossibili vista la penuria degli uomini e dei mezzi a disposizione".

Perciò, concludono le organizzazioni sindacali, "riteniamo che sarebbe un grave errore di valutazione soffermarsi solo sull’ultima sparatoria o su altre forme di reati efferati e contingenti, e affidarsi solo a risposte di tipo emergenziale. Bari - concludono - non ha bisogno di anfibi e blindati, ma di ritrovare quell’unità di intenti e quella sinergia che furono volano dell’operazione “Primavera”, quando lo Stato decise di debellare radicalmente il dilagante fenomeno del contrabbando in Puglia".
 

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