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Sicurezza, vertice in Prefettura con Alfano: "Da domani 50 militari in città"

Visita del ministro dell'Interno per la Conferenza Regionale sull'Ordine Pubblico. In arrivo rinforzi per il tribunale e telecamere. Il capo del Viminale: "Vuoto di potere tra i clan baresi". Emiliano e Decaro: "Sui migranti serve azione nazionale ed europea"

Cinquanta nuovi militari pattuglieranno da domani Bari e la provincia, al fianco delle Forze dell'Ordine impegnate nel controllare il territorio in seguito all'escalation criminale delle ultime settimane e della futura possibile 'emergenza' migranti. E' una delle decisioni ufficializzate dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in visita nel capoluogo pugliese per presiedere la Conferenza Regionale sulla Sicurezza e l'Ordine Pubblico in Puglia, in Prefettura. Altri 50 militari verranno dislocati a Taranto. Sugli equilibri sempre più precari dei clan baresi, il ministro ha affermato di aver dato ascolto all'appello delle istituzioni locali: "Avevo avuto - ha dichiarato in conferenza stampa - un intenso scambio di opinioni col sindaco Decaro e la richiesta, arrivata da più forze politiche, è stata soddisfatta. Il Comune di Bari, oltre a ripristinare il funzionamento di 71 telecamere esistenti, si è impegnato ad acquistarne altre 109 con sistemi evoluti. Verranno predisposti anche controlli delle Forze dell'Ordine sui bus in aggiunta a quelli dei vigili urbani per prevenire gli episodi di bullismo lungo le tratte e le fasce orarie più a rischio. Sul fronte degli attacchi ai bancomat postali stiamo per sottoscrivere un protocollo d'intesa tra Prefetture e Poste Italiane".

Per Alfano si tratta di un "quadro di interventi concreto. L'efficacia del contrasto delle Forze dell'Ordine - ha aggiunto -  ha tolto di mezzo i principali esponenti della criminalità barese, lasciando un vuoto di potere, diventato un luogo appetibile per bande criminali che non hanno il carisma e la leadership dei capi in galera, compiendo una serie di azioni sui reati predatori su cui interverremo con grandissima durezza. C'è stato, inoltre, un calo complessivo dei reati con un -4,6% rispetto al 2014. Diminuiti del 20,5% gli omicidi, del 6% le rapine, del 3,2% i furti con un'azione di contrasto complessivamente notevole. Vi è già una presenza molto significativa delle Forze dell'ordine in Puglia con 15209 unità di Polizia, oltre a 300 militari delle Forze Armate". 

Poco prima della conferenza regionale, il ministro ha incontrato proprio il governatore pugliese Emiliano e il sindaco Decaro, facendo il punto sulle azioni da intraprendere sul fronte sicurezza: "I militari - ha detto il primo cittadino barese - arriveranno domattina per i presidi fissi della città e della sicurezza, liberando personale delle Forze del'Ordine impegnato a contrasto della criminalità organizzata. Ho chiesto anche di rinforzare gli uffici del Tribunale e dell'ufficio Gip. Il porto di Bari e la Regione sono pronti per l'eventuale emergenza immigrazione ma non è un problema legato solo al nostro Paese. C'è bisogno di una cooperazione europea. Nel nostro piccolo, anche con il finanziamento per la sistemazione di quasi 150 migranti, dopo un anno, e non essendoci la dichiarazione dello stato di emergenza, diventa difficile realizzare unità mobili" come quelle in largo Pacha. "Dovesse esserci davvero il flusso migratorio per l'interruzione di quello legato ai Balcani - ha poi dichiarato- sarebbe opportuno nominare un Commissario nazionale per l'emergenza migrazione 

Concorde anche il governatore pugliese, Michele Emiliano: "È chiaro - ha affermato dopo l'incontro con Alfano - che non siamo in grado di sopportare numeri come quelli che ho letto sui giornali da 150mila persone in su, almeno non lo siamo adesso. Credo che debba valere ciò che ha detto Papa Francesco ieri: occorre un piano europeo di distribuzione di queste persone indipendentemente dal luogo di arrivo. Le attuali norme che fissano il luogo di gestione dell’emergenza dal luogo di arrivo dei migranti sono superate dalla storia e dai numeri che abbiamo di fronte e quindi nel colloquio che ho avuto con il ministro dell'Interno ho fatto presente che la Puglia è pronta a sostenere il governo nella gestione di qualunque emergenza, ma che ovviamente ha bisogno di sapere che una volta superata la fase della prima accoglienza c’è poi una fase di seconda accoglienza che non può essere gestita solo a livello regionale. Ci auguriamo - ha concluso - che la politica estera dell’Unione Europea e dell’Italia sventi questa follia di chiudere il corridoio balcanico, che significherebbe rimettere in mare migliaia e migliaia di persone con rischi di mortalità altissimi".

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