Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Adelfia

Rifiuti speciali bruciati e tombati in campagna, operazione del Noe nel Barese: arrestato imprenditore, 14 indagati

L'intervento dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico ad Adelfia: le indagini hanno messo in luce l'attività illecita di smaltimento in un'area destinata a uso agricolo, di cui si sarebbero 'avvalse' almeno quattro aziende. Gli indagati avrebbero avuto l'intenzione di realizzare un parcheggio abusivo

Avrebbero interrato in un'area destinata a uso agricolo rifiuti speciali di varia natura, in gran parte inerti da demolizione, evitando così i costi di smaltimento, con l'obiettivo - inoltre - di innalzare il 'piano campagna' in un'area depressa, "con l’intenzione di costruire un parcheggio, abusivo, in totale assenza di permessi".

Sono in tutto quattordici le persone coinvolte nelle indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari, che questa mattina ad Adelfia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un imprenditore. L'attività, partita da un esposto, è proseguita in relazione ad attività illecite di smaltimento di rifiuti, in prevalenza di natura edile, presso un’area privata sita nello stesso Comune.

Gli accertamenti, condotti dagli investigatori anche mediante attività tecnica attuata con videosorveglianza dei luoghi e con intercettazioni di conversazioni, avrebbero permesso di accertare il reato di inquinamento ambientale introdotto dalla riforma del 2015. In particolare, i 14 indagati, a vario titolo, avrebbero interrato ingenti quantitativi di rifiuti speciali di varia tipologia, costituiti perlopiù da inerti da demolizione, di natura sconosciuta, a cui spesso sarebbe stato anche appiccato il fuoco, per poi sotterrarli direttamente, al fine - altresì - di innalzare il “piano campagna” di un’area depressa, destinata ad uso agricolo con l’intenzione di costruire un parcheggio abusivo. Tali inerti, smaltiti mediante tombamento, provenivano - stando a quanto accertato dagli investigatori - da almeno altre quattro aziende, i cui titolari, beneficiando di tale sistema sarebbero riusciti a evitare i costi di smaltimento e le lavorazioni che avrebbero reso i materiali innocui per l’ambiente e, per la maggior parte, riutilizzabili. La quantificazione dei soli costi di smaltimento “risparmiati” dagli imprenditori ammonterebbe a circa 100.000 euro, senza considerare - sottolineano gli investigatori - l’ingente danno ambientale che ha causato l’inquinamento del terreno che verrà successivamente quantificato. I conferimenti, protrattisi per quasi tutto l’anno 2020 hanno comportato, come emerso dalle indagini, lo smaltimento illecito di circa 120 tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi.

Nel corso delle operazioni i militari del Noe Carabinieri di Bari hanno anche sottoposto a sequestro l’area oggetto del tombamento, dell’estensione di circa 15.000 mq, ed i 7 automezzi utilizzati per gli illeciti conferimenti.

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