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Foto di repertorio

Rifiuti speciali smaltiti illecitamente: sequestrati beni per due milioni a società di Mola

Operazione denominata 'Dirty Mirror': l'azienda avrebbe smaltito rifiuti pericolosi non dichiarandoli come tali, e quindi senza sottoporli ad analisi chimica e senza rispettare le norme prescritte

Avrebbe smaltito tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi, senza dichiararli tali, quindi non sottoponendoli ad analisi chimica ricorrendo a codici identificativi (CER) contraddistinti da “voce a specchio”. Da questo ultimo dettaglio ha preso il nome l'operazione 'Dirty Mirror', nell'ambito della quale gli uomini della Guardia Costiera del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Direzione Marittima di Bari hanno eseguito oggi, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia (D.D.A.) di Bari, un sequestro preventivo di beni per un valore equivalente pari a quasi 2 milioni di euro a carico di una società di Mola.

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Le indagini

Le complesse attività investigative, coordinate dalla D.D.A. - spiega una nota della Procura - si sono protratte per quasi due anni, traendo origine dal controllo di un autotrasportatore di rifiuti per conto terzi, e proseguendo con una serie di controlli a carico di società operanti nel settore del traffico e smaltimento di rifiuti speciali che hanno consentito l’accertamento di reati ambientali. Tra tutte le aziende interessate è emerso il comportamento illecito di una di società con sede a Mola di Bari, di cui sono stati attentamente esaminati oltre 1.200 Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) per un volume di quasi 34mila tonnellate di rifiuti gestiti e smaltiti. Questo ha consentito di  concentrare le indagini su 700 operazioni di trasporto e smaltimento di oltre 18mila tonnellate di rifiuti speciali, anche pericolosi, gestiti in modo illecito, in quanto trattati come non pericolosi e quindi non sottoposti ad analisi chimica ricorrendo a codici identificativi (CER) contraddistinti da “voce a specchio” (di qui il nome dato all’operazione), peraltro trasportati e conferiti senza aver conseguito la prescritta iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali.

I beni sequestrati

A seguito di approfonditi accertamenti patrimoniali eseguiti a carico della Società incriminata e dei soggetti indagati, e per effetto della responsabilità amministrativa a carico delle società disciplinata dal Decreto legislativo 231/2001, si è quindi proceduto al sequestro, ai fini della successiva confisca, dei beni mobili intestati alla stessa, tra cui 5 autovetture di lusso ed oltre 20 mezzi pesanti e macchinari da cantiere, e delle disponibilità finanziarie sui tutti i rapporti bancari, per un valore complessivo pari a quasi 2 milioni di euro. Il tutto è stato affidato ad un Amministratore Giudiziario appositamente individuato dal Tribunale di Bari.
 

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