Cronaca

Traffico illecito di rifiuti, denunce e sequestri della Guardia di Finanza

Ventisette persone denunciate e ventiquattro autocarri sequestrati: è il bilancio dell'operazione "Alba Verde" dei baschi verdi della Guardia di Finanza che ha permesso di smantellare un sistema di smaltimento illecito di materiali edilizi

Uno degli automezzi sequestrati dalla Guardia di Finanza

Scaricavano rifiuti speciali provenienti da lavorazioni edilizie in aree adibite e autorizzate allo stoccaggio e al recupero degli stessi, ma erano sprovvisti della necesaria autorizzazione per farlo. Il sistema di smaltimento illecito dei materiali è stato scoperto dai baschi verdi della Guardia di Finanza attraverso un'indagine partita a marzo scorso e culminata due giorni fa nell'operazione "Alba Verde". Ventisette in tutto le persone coinvolte nell'attività illecita e denunciate all'autorità giudiziaria, mentre gli automezzi utilizzati per lo smaltimento e sequestrati sono stati ventiquattro.

Le indagini delle Fiamme Gialle avevano avuto inizio a marzo, quando un imprenditore sessantenne, titolare di una ditta di lavorazione marmi, era stato sorpreso a sversare materiali inerti in un'area di proprietà di una società operante nel settore del recupero e del riciclaggio degli scarti edili. Un'operazione soltanto apparentemente regolare, visto che il 60enne era sprovvisto della necessaria autorizzazione per effettuare lo smaltimento.

La documentazione sequestrata in quell'occasione insieme all'automezzo utilizzato dall'imprenditore ha successivamente consentito di risalire ad un vero e proprio sistema organizzato per lo smaltimento di tali rifiuti, che coinvolgeva almeno altri 24 operatori tra Bari e i Comuni limitrofi. In particolare, i finanzieri hanno calcolato che nel solo periodo di gennaio/dicembre 2010 sono state oltre 248 le tonnellate di materiali smaltiti illegalmente  nelle diverse aree di stoccaggio.

Dopo i sequestri disposti dal gip Anglana e le denunce all'autorità giudiziaria delle 27 persone coinvolte nel traffico, l'attività dei baschi verdi proseguirà con la verifica degli adempimenti fiscali e tributari, a cominciare dall'"ecotassa".


 

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