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Un impianto di compostaggio - Foto dal web

Un impianto di compostaggio - Foto dal web

Smaltimento rifiuti, la Regione sospende l'attività della Tersan Puglia

Bloccata per 30 giorni l'attività di compostaggio dello stabilimento a causa delle concentrazioni di 'odori' risultate superiori ai limiti imposti: a comunicarlo il Comune di Modugno. La replica dell'azienda: "Limite illegittimo, esiste un ricorso al Tar"

Sospesa per 30 giorni l'attività di compostaggio nello stabilimento di Modugno della Tersan Puglia, azienda che, per la sua produzione di compost, tratta la frazione organica dei rifiuti di gran parte della Puglia e di regioni limitrofe. 

Il provvedimento della Regione è stato reso noto in un comunicato dal Comune di Modugno. La decisione assunta dalla Sezione Rischio industriale-Servizio Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) della Regione Puglia è avvenuta, spiega la nota del Comune che cita il provvedimento, "perché per il rilascio dell’Aia, avvenuto il 7 agosto 2015, è stato imposto dalla Regione il rispetto del limite di concentrazione di odori di 300 ouE per metro cubo, mentre dal monitoraggio delle emissioni trasmesso da Tersan stessa il 3 febbraio scorso la ‘concentrazione di odore’ è misurata in 1812 ouE al metro cubo". 

Era stato proprio il Comune di Modugno,  durante l’istruttoria per il rilascio Aia, a chiedere controlli rigorosi sul rispetto delle prescrizioni soprattutto per quanto riguarda la ‘puzza’ causata dalla produzione di compost. Alla base della richiesta, le ‘molestie’ che le ‘emissioni odorigene’ di Tersan causano ai cittadini di Modugno da almeno 30 anni,"rese evidenti per la prima volta - sottolinea la nota del Comune - in una pesante relazione di Arpa Puglia, datata marzo 2014 e seguita a un sopralluogo insistentemente sollecitato dall’amministrazione comunale".

La sospensione prevista dalla Regione, informa ancora il Comune, decorre dal 18 aprile prossimo “al fine di consentire ai Comuni conferitori l’individuazione di impianti alternativi” per il trattamento della frazione organica dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata e dura “per giorni 30 e comunque per il periodo necessario alla risoluzione della difformità accertata” con “l’obbligo di ultimare le attività di trattamento in corso sui rifiuti già conferiti” dai Comuni: essa “terminerà a seguito dell’attestazione, da parte di ARPA Puglia, del ripristino della regolarità delle condizioni di esercizio dell’impianto”.

LA REPLICA DELL'AZIENDA - In una nota diffusa in serata la Tersan è intervenuta sulla vicenda, con dlele precisazioni a proposito di quanto comunicato dal Comune di Modugno.  "Il sindaco nel suo comunicato ha ben sintetizzato il provvedimento dell’ufficio regionale, dimenticando di precisare che è pendente presso il Tar Bari il ricorso presentato dall’azienda per l’illeggittimo limite imposto dall’ufficio in sede di Aia. Infatti la Tersan Puglia ha impugnato il provvedimento perché in violazione della legge regionale 23 del 2015 sulle emissioni odorigene. Questa legge, caldeggiata dall’Arpa, probabilmente la più rigida in Italia, stabilisce una disciplina diversificata a seconda che si tratti di processi produttivi con biofiltri aperti ed emissioni diffuse” e “processi produttivi con biofiltri chiusi ed emissioni convogliate”.  Nel primo caso si deve rispettare il limite di 300 unità odorimentriche per metro cubo, nel secondo vale il limite di 2000 unità per metro cubo.  Peraltro l’azienda  aveva presentato un progetto di biofiltro aperto e chiesto il limite di 300 unità odorimetriche. Nella conferenza di servizio del 25 giugno 2015 l’Arpa Puglia ha  invece richiesto alla Tersan la modifica del progetto prescrivendo  l’inserimento di biofiltri chiusi (convogliamento ad un camino di emissione) “….in accordo con quanto prescritto dalla legge regionale 23/2015” (legge sulle emissioni odorigene).  Quindi la Tersan ha  ripresentato un progetto con biofiltro chiuso proprio per rispettare la legge 23 e la prescrizione Arpa. Ciononostante  l’ufficio Aia ha imposto alla Tersan un limite di 300 unità odorimetriche,  inferiore a quello della legge 23  che impone appunto le 2000 unità. Il tutto senza motivazione, senza aver ottenuto il necesario parere Arpa e, si ribadisce, in contrasto con la legge regionale. E’ inequivocabile che le emissioni rilevate al camino di Tersan Puglia siano inferiori al limite di 2000 unità odorimentriche stabilito per legge.  Per questo l’azienda sta facendo valere le proprie ragioni nelle sedi competenti e nel frattempo sta ultimando i lavori per mettere a regime le  ulteriori misure previste dal progetto approvato per rendere irrilevanti gli impatti olfattivi". 

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