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Lo start-upper del '3d'? "Tempestivo" e con lo sguardo al futuro: ecco 'Smart Lab'

Presentata, a due passi dal campus, una nuova struttura gestita da alcuni giovani imprenditori, in cui troveranno posto le migliori tecnologie per la stampa tridimensionale. Pisanello: "Il settore viaggia più veloce dei bandi"

Non sempre la strada più semplice è quella più diretta per raggiungere un obiettivo professionale: occorre differenziarsi, conoscere e rischiare, scegliendo, ovviamente, anche un settore dalle potenzialità future. E' il caso delle stampanti 3d, dove sempre più imprese cercano di affacciarsi in un mercato dalle prospettive estremamente allettanti, dal lato economico e soprattutto dell'innovazione tecnologica. E' il caso del 'Digital Manufactoring Store' inaugurato ieri in via Giannone, nelle vicinanze del Politecnico, struttura da 400 mq realizzata con la collaborazione di 'Smab 3d', un vero punto di riferimento per giovani imprenditori di tre agguerrite start-up tra maker e designer, 'Smart Lab Industrie 3D', 'Energy Group' e 'Add_lab Volo Creativo'. Il centro sarà fulcro di partnership e progetti di alto spessore tecnologico, a stretto contatto con aziende meccaniche, automobilistiche, ingegneristiche e aerospaziali. Ieri si è svolto un open-day per illustrare le attività dell'hub: "Si tratta - spiega Aldo Pisanello, studente 25enne di Architettura, ceo di Smart Lab Industrie 3D - di un passo avanti importante per noi che siamo partiti l'anno scorso con un piccolo locale in via Devitofrancesco e 3 macchine finanziate dai genitori".

Il giovane imprenditore racconta il percorso compiuto assieme al fratello 21enne Leonardo (studente di Economia) e a Maddalena Colonna (anche lei studentessa di Architettura): "Ci siamo approcciati subito su aspetti più settoriali come plastici di architettura e artigianato specifico per le aziende. Adesso abbiamo a disposizione stampanti di segmenti professionali che possono manipolare resine trasparenti, materiali resistenti per test funzionali e generare pezzi per aziende industriali e aerospaziali". Un cammino diverso da molte altre start-up, nate con fondi regionali e nazionali, per ragioni ben precise: "La tecnologia alla base del nostro lavoro viaggia più velocemente di tanti bandi proposti. Non potevamo attendere troppo tempo anche perché ora va di moda investire in questo settore. Il rischio è quello che diventi un po' la nuova sigaretta elettronica: la soluzione è quella di puntare sulla filiera e non solo sull'oggetto in se ed è importante affidarsi a marchi importanti per avere risultati. La tempestività è basilare".

Il futuro dei giovane gruppo d'imprenditori si concentrerà proprio su questo tipo di progetti: "Vorremmo - aggiunge Pisanello - completare altri progetti del genere in altre città d'Italia, ma anche investire nella produzione di merchandising per centri sportivi e aiutare la produttività di grandi imprese. Tutto ciò, però, senza dimenticare da dove veniamo. Per noi è importante il legame con il territorio. Durante l'incontro di presentazione del centro abbiamo proiettato una cartina dell'Europa dove abbiamo sottolineato la posizione di Bari, una realtà in Italia e non solo".

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