Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Soldi in cambio di false assunzioni, 27enne barese arrestato per truffa

Il giovane avrebbe raggirato tre famiglie baresi promettendo posti di lavoro e millantando l'amicizia con il console onorario dell'Ucraina e con un senatore del Pdl

Avrebbe truffato tre famiglie baresi promettendo posti di lavoro per i loro figli e millantando l'amicizia con il console onorario dell'Ucraina e con il senatore del Pdl Luigi D'Ambrosio Lettieri che avrebbero dovuto raccomandarli. I Carabinieri lo hanno arrestato, con la concessione dei domiciliari. E' il 27enne barese A. L., accusato di truffa, falso e millantato credito.

Il pm della Procura di Bari che ha coordinato le indagini Carmelo Rizzo ha accertato tre episodi di presunte truffe commesse fra dicembre 2011 e ottobre 2012. Il primo episodio si riferisce alla promessa di assunzione di un 31enne barese nella clinica privata 'ex Divella', in qualità di 'braccio destro' del socio di L., il cosiddetto console, con il quale organizza un incontro, presente anche un uomo che dice di essere l'assessore regionale alla Salute Tommaso Fiore (le indagini accerteranno che i due non hanno mai partecipato a quella riunione). Ai fini dell'assunzione del ragazzo, L. sollecita un attestato di frequenza ad un corso di formazione professionale (falsificato con tanto di intestazione 'Ministero del lavoro e delle politiche sociali', 'Unione Europea' e 'Regione Puglia'), in cambio di un compenso pari a 23mila euro. La vittima sarebbe stata anche convinta a licenziarsi dal negozio di autoricambi dove lavorava con contratto a tempo indeterminato. Ma l'assunzione non arrivava e, insospettiti dall'attesa, i genitori del ragazzo denunciano L. nel febbraio 2012 ottenendo da lui una transazione a titolo di parziale risarcimento pari a 16mila euro.

Poi, in un altro episodio, è stato tirato in ballo il senatore D'Ambrosio Lettieri. L. avrebbe promesso l'assunzione di due ragazze in altrettante case di cura baresi. In un caso come operatrice socio-sanitaria, nell'altro come dirigente amministrativo della struttura. In entrambe le vicende avrebbe vantato una presunta amicizia con il senatore del Pdl che avrebbe dovuto intercedere presso le cliniche per le due assunzioni. La prima ragazza truffata, convinta anche a chiudere il panificio che gestiva, avrebbe pagato a L. 5mila euro come prezzo della propria mediazione con D'Ambrosio Lettieri. Altri 5mila euro sarebbero stati inoltre corrisposti a L. in un terzo episodio, coinvolto di nuovo il senatore: 2.350 in assegni e la residua somma come addebito sulle competenze mensili della mamma della ragazza per cui lui intercedeva, collaboratrice domestica a casa di L.. Di questo denaro, 2mila euro sarebbero serviti per l'iscrizione a un corso di amministrazione contabile e 3mila euro quale compenso personale per il senatore. Contattato dalle famiglie truffate e ignaro di tutto, è stato proprio D'Ambrosio Lettieri, tramite la sua segreteria, a sporgere denuncia contro il presunto truffatore.

(Fonte Ansa)

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