Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Solidarietà per i marò: fiaccolata a Noicattaro, striscioni al San Nicola

Decine di cittadini hanno partecipato ieri sera alla manifestazione di solidarietà organizzata nella cittadina dove risiedono i suoceri di Salvatore Girone. E durante Bari-Reggina i tifosi espongono uno striscione: "La Nord è vicina ai nostri marò... Riportateli a casa"

Mentre la situazione diplomatica resta bloccata, con i due marò pugliesi rinchiusi - sebbene in un'area "riservata" - nel carcere indiano di Trivandum, si moltiplicano le iniziative di solidarietà per chiedere l'immediato ritorno a casa dei militari.

LA FIACCOLATA A NOICATTARO - Ieri sera decine di persone sono scese in strada nel paese di origine dei suoceri di Salvatore Girone per la manifestazione di solidarietà nei confronti dei due marò organizzata da alcune associazioni cittadine e sostenute dal Comune. In testa al corteo anche il sindaco di Noicattaro, Giuseppe Sozio, e alcuni parenti di Girone. Assenti invece la moglie, i genitori e i suoceri del marò, che pur dicendosi "commossi" per l'iniziativa, hanno scelto ancora una volta la strada della riservatezza mantenuta sin dall'inizio della vicenda. Uno dei parenti ha spiegato che la moglie di Girone, Vania, è in costante contatto telefonico con il militare, che la rassicura sulle proprie condizioni, anche se per la famiglia sono comunque giorni di grande apprensione.

LO STRISCIONE AL SAN NICOLA - Un gesto di solidariteà nei confronti dei due marò è arrivato ieri anche dagli ultras biancorossi, che all'inizio del posticipo di serie B Bari-Reggina hanno esposto uno striscione in curva nord: "La Nord è vicina ai nostri marò... Riportateli a casa".

TERZI: "ERRORE ENTRARE IN ACQUE INDIANE" - Intanto ieri, con un messaggio su Twitter, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha in qualche modo confermato un timore che si era manifestato già nelle prime ore successive all'incidente:  "In nessun caso - ha scritto il ministro - la nave doveva entrare in acque indiane". Subito dopo l'incidente, infatti, le autorità indiane chiesero al comandante di attraccare nel porto di Kochi per effettuare il riconoscimento di una presunta nave di pirati. In realtà si sarebbe trattato di "un inganno" per non far allontanare la nave italiana e per procedere poi al fermo dei due marò.

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