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"Mi sento un sequestrato tornato in libertà". Sollecito: "La mia famiglia fatta a pezzi per nulla"

L'incontro con i giornalisti dopo la sentenza di assoluzione nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher: "Additato come un assassino senza uno straccio di prova, offese gravissime verso i miei familiari. Ora voglio dimenticare"

"Mi sento come un sequestrato tornato alla libertà. Il mio sequestro è stato insopportabile. Sono stato additato come un assassino senza uno straccio di prova. La mia famiglia è stata fatta a pezzi per nulla".

Dopo la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione,  che lo ha assolto definitivamente, insieme ad Amanda Knox, dall'accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher, Raffaele Sollecito incontra i giornalisti per commentare l'esito della sua lunga vicenda giudiziaria.

In una conferenza stampa convocata a Roma, insieme al suo avvocato Giulia Bongiorno, il giovane ingegnere pugliese ha voluto raccontare il suo stato d'animo, ripercorrendo i quasi otto anni trascorsi dall'inizio  di quella che definisce una "tragedia infernale". "Ho una lista infinita di momenti brutti - ha detto Sollecito - 7 anni e 5 mesi è un tempo infinito quando si vive in una tragedia infernale che fa parte della tua esistenza. Tra i momenti più brutti, quello del mio arresto. Ora potrò vivere come un ragazzo della mia età. Non avevo nulla a che fare con quell'omicidio, mi sembrava tutto surreale". "Non dimentico nemmeno - ha aggiunto - le offese gravissime nei confronti dei miei familiari. Ho sentito livore nei miei riguardi. Ancora oggi mi chiedo perchè di quell'odio che è nelle carte".  "Non accetto mai più - ha aggiunto il ragazzo - di essere definito assassino e mi tutelerò nelle sedi opportune nel caso ce ne fosse bisogno".

"Non è vero che non mi aspettavo questa sentenza - ha detto anche Sollecito commentando l'esito del processo - questa sentenza doveva finire così".

"Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato: senza il loro supporto non avrei avuto la forza di arrivare fino a qui. Ringrazio in particolare mio padre, i miei avvocati e i miei familiari", ha detto anche Sollecito. Poi, parlando di Amanda Knox: "Il mio rapporto con Amanda era una semplice storia d'affetto tra due ragazzi. Auguro ad Amanda ogni bene". "Forse  - ha aggiunto Sollecito - scriverò un libro, ora voglio dimenticare. Questa ferita non si rimarginerà mai purtroppo".

Sollecito ha rivolto anche un pensiero alla famiglia della studentessa inglese uccisa: "Mi dispiace che la famiglia di Meredith sia delusa. La sentenza è la verità. Stavolta la sentenza è coincidente con la realtà dei fatti. Meredith la conoscevo poco, non avevo motivo per avere dell'astio e per rendermi partecipe per un delitto tanto orribile". "Ho umana comprensione per la famiglia di Meredith. Mi dispiace per tutto quello che è avvenuto. Ma io non c'entro nulla con questo terribile omicidio. Sono estraneo".

A margine della conferenza stampa i legali di Sollecito hanno detto che nei prossimi giorni valuteranno se presentare richiesta di risarcimento.

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