Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

"Come luce dall'alto", torna l'appuntamento con il solstizio d'estate in Cattedrale

Come ogni anno, appuntamento il 21 giugno per il magico spettacolo della luce che filtra dal rosone della facciata proiettandosi sul rosone musivo posto ai piedi dell'altare

Una magia che si ripete puntuale, ogni anno, in occasione del solstizio d'estate, nella Cattedrale di Bari. I raggi del sole filtrano dal rosone centrale della facciata, e proiettano sul pavimento un fascio di luce che illumina il mosaico in marmo ai piedi dell'altare. Una piccola magia che fonde arte e natura, che accomuna la Cattedrale di Bari ad altre chiese romaniche costruite in Europa nello stesso periodo (XI-XII secolo), e che scaturisce dalla posizione in cui fu costruita la Chiesa, con la facciata rivolta a Occidente.

Lo spesso suggestivo spettacolo, ad esempio, si osserva nella Cattedrale di Chartres in Francia, nel duomo di Firenze, nella chiesa di San Petronio a Bologna, in  quella di San Maria degli Angeli a Roma e nella chiesa di San Leonardo a Siponto. Ma, mentre in queste chiese un raggio di luce entra attraverso un foro e colpisce un punto della chiesa, nella nostra Cattedrale è l'intero rosone che si sovrappone al rosone musivo del pavimento.

Anche quest'anno, come di consueto, il rito che si ripete il pomeriggio del 21 giugno, alle 17.10, sarà accompagnato da un momento di musica e meditazione, "Come luce dall'alto", per la regia di Saverio Romito. L'appuntamento è a partire dalle ore 16.15.

"Come luce dall'alto" è anche il titolo di una mostra fotografica allestita all'interno della Cattedrale: gli scatti di Rosaria Pastoressa e Michele Cassano mostrano il cammino che la luce solare  (in virtù del movimento della terra) compie sia all'interno che all'esterno della Cattedrale, e raccontano le manifestazioni artistiche realizzate in questi anni in occasione del solsistizio d'estate, insieme ad un  video realizzato da Nicola Amato dal titolo “Cattedrale di Luce".

LA SCOPERTA DELLA MAGIA DI LUCE IN CATTEDRALE - La scoperta della meraviglia che avviene nella  Cattedrale di Bari  il 21 giugno (solstizio d’estate) risale al 2005. Dopo i lavori di restauro che interessarono la Cattedrale dal 2002 al 2005, l'Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci, volle una nuova disposizione dei banchi che rendesse visibile il rosone musivo collocato ai piedi dell'altare, voluto dall'arcivescovo Landolfo nel XIII secolo. Una domenica del 2005 (era il 5 giugno, domenica dopo la visita a Bari del papa Benedetto XVI, a conclusione  del  congresso eucaristico nazionale),  Michele Cassano, sacrista della Cattedrale, si  trovava  sull'ambone a collocare il lezionario per la messa vespertina. La chiesa era deserta e illuminata dal sole. C'era solo Mons. Ignazio Fraccalvieri, canonico e penitenziere del Capitolo Metropolitano di Bari, che pregava nel confessionale. Appena ordinato il lezionario, il sacrista osservò per la prima la forma del rosone della facciata disegnata dai raggi solari lambire il  mosaico del pavimento, che ha le stesse forme e dimensioni del rosone posto in alto, e fece notare quella particolarità anche a Monsignor Fraccalvieri, che si trovava in chiesa con lui. Gli occhi di don Ignazio si illuminarono alla scena. Il sacerdote invitò il sacrista a fotografare ogni giorno la posizione del sole, stando attento a quello che sarebbe accaduto 21 giugno, giorno del solstizio d'estate. Cassano  fece  come gli aveva ordinato il sacerdote. Da quel giorno iniziò a fotografare, giorno dopo giorno, la posizione  della proiezione  del motivo ornamentale  all'interno del tempio. II 21 giugno di quello stesso anno, Beppe Gernone fotografò per la prima volta la proiezione posarsi perfettamente sul pavimento musivo. Erano le 17,10 del 2005.

In questi anni, questa scoperta è diventata un evento sempre più conosciuto e partecipato dai baresi (e non solo), grazie anche all'impegno di Mons. Francesco Lanzolla, parroco della Cattedrale dal 2006, che ha voluto valorizzarne il significato teologico organizzando annualmente momenti in cui la meditazione si combina con diverse forme artistiche.

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