Il solstizio d'estate in Cattedrale, chiesa chiusa per le restrizioni anti-Covid: per ammirare la magia di luce ci sarà la diretta tv

La scelta della parrocchia alla luce delle limitazioni imposte dall'emergenza sanitaria: all'evento potrà accedere solo un gruppo di ragazzi diversamente abili. Per l'occasione sarà organizzata una diretta tv di Antenna Sud

La magia di luce è pronta a ripetersi, come ogni anno, per 'celebrare' il solstizio d'estate. Ma quest'anno i baresi non potranno seguire dal vivo il suggestivo appuntamento in Cattedrale: la parrocchia, infatti, a causa delle regole di distanziamento e delle restrizioni imposte dall'emergenza Covid, non sarà liberamente accessibile nel pomeriggio del 21 giugno.

All'evento, spiega in una nota la parrocchia, saranno ammessi solo 30 ragazzi con i loro tutori dell’Associazione Centro Volontari della Sofferenza (CVS), un’associazione della Arcidiocesi che cura i diversamente abili e cerca di inserirli nel tessuto connettivo della società. 

Il tema delle musiche e dei brani letterari è 'Luce da Luce' Saranno eseguiti, con organo e corno francese, i brani: “Apres un rève” di Gabriel Faurè; “Intermezzo” di Reinhold Gliere; “Improvvisazione sulla luce” di Scordari Gilberto; Adagio et Andante di Camille Saint-Saèns. L’evento sarà trasmesso in diretta da Antenna Sud dalle ore 16.20 alle ore 17.30 proprio per consentire a tutte le persone interessate di seguirlo in Tv.

Il Solstizio d'estate in Cattedrale raccontato da Michele Cassano

La 'scoperta' della magia di luce che si verificava in cattedrale nel giorno del solstizio d'estate, è raccontata da Michele Cassano, sacrista della parrocchia, nel libro 'La Cattedrale di Bari tra luce, cielo e terra'.

Le 17:10 circa. Era questa l’ora in cui il 21 giugno del 2005 ho scoperto, con la collaborazione del compianto mons. Ignazio Fraccalvieri, del fotografo Beppe Gernone e del collega Michele Morga, quello che avviene nella Cattedrale di Bari nel giorno del Solstizio d’Estate. Ad onor del vero la scoperta ha avuto un preludio.  E’ venuta alla luce in maniera del tutto casuale alcuni giorni prima, il 5 giugno di quello stesso anno la domenica dopo la chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale che si tenne a Bari dal 21 al 29 Maggio 2005 e che si concluse con la messa presieduta da Papa Benedetto XVI. A compimento dei lavori di restauro che interessarono la Cattedrale di Bari dal giugno 2002 al gennaio del 2005 e che sono menzionati in una lastra marmorea posta sulla parete sinistra della chiesa, l’Arcivescovo di Bari-Bitonto S.E. Francesco Cacucci, decise di cambiare la disposizione dei banchi. Il fine di questa decisione era rendere visibile il bellissimo pavimento musivo che riproduceva il rosone  del XIII secolo della navata centrale, fino ad allora coperto dai banchi. Questo nuovo assetto mi permise di scoprire il miracolo della luce celato per secoli. La scoperta avvenne di Domenica. Era un tranquillo pomeriggio estivo, la chiesa profumava d’incenso. Tra le navate c’erano poche persone. Il silenzio dominava nel tempio.  I raggi del sole illuminavano il pavimento. Monsignor Ignazio Fraccalvieri era assorto nella preghiera dei secondi vespri nel confessionale. Quel pomeriggio, che resterà per sempre impresso nella mia memoria, i miei passi mi condussero a salire sull’ambone per sistemare il lezionario sul leggio in vista della messa vespertina. Fu durante quell’operazione che il mio sguardo si posò per la prima volta su quella meravigliosa sovrapposizione creata dalla luce. Osservai il mosaico pavimentale nella sua interezza. La mia attenzione fu catturata dai raggi del sole che penetravano attraverso i diciotto petali del rosone della facciata centrale.  Si sovrapponevano quasi perfettamente nel mosaico a forma di rosone posto  sul pavimento. Dopo un attimo di grandissima meraviglia, intuii di aver visto e scoperto qualcosa di eccezionale e mai notato prima e di cui nessuno ne aveva parlato o documentato prima della scoperta. Scesi dall’ambone e andai subito a riferire a Don Ignazio quello a cui avevo assistito. Quando questi vide la meraviglia creata dalla luce, i suoi occhi si illuminarono. Dopo qualche secondo, mi disse: “Non riferire nulla a nessuno. Da oggi in poi fotografa ogni giorno la posizione dei raggi del sole sul pavimento musivo con particolare attenzione nel giorno del solstizio.” Così feci. II 21 giugno, alle 17.10 circa, accadde il miracolo della luce: l’immagine del rosone della facciata principale disegnata dal sole si posava sulla rosa del pavimento.

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