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"Sostanze cancerogene nelle tinture", azienda condannata a risarcire parrucchiere

La sentenza emessa dal Tribunale civile di Bari, che ha condannato la multinazionale Wella Italia Labocos a risarcire un 63enne parrucchiere barese affetto da una patologia tumorale

Condannata a risarcire con 46mila euro un parrucchiere barese di 63 anni affetto da una patologia tumorale perché in alcune tinture, usate dall'uomo durante la sua professione per circa 20 anni, è stata rilevata la presenza di sostanze tossiche e cancerogene.

E' la sentenza emessa dal Tribunale civile di Bari nei confronti della Wella Italia Labocos srl. La notizia è riportata oggi dai siti di alcuni quotidiani. In particolare, i periti avrebbero riscontrato nelle tinture per capelli la presenza di "benzene e toluene": il primo è ritenuto irritante per la pelle, gli occhi e il tratto respiratorio; il secondo è nocivo per inalazione e per contatto con la pelle. Le due sostanze, inoltre, è spiegato nella sentenza "risultano da tempo limitate nei Paesi della Comunità europea da specifiche normative di legge", in ragione "delle accertate proprietà cancerogene nei confronti dell'uomo".

Da qui la decisione del giudice di stabilire, seppure applicando il criterio civilistico del «più probabile che non», il nesso di causalità tra tinture e patologia, quest’ultima già riconosciuta dall’Inail nel 2004 al ricorrente come malattia professionale.

La difesa della Wella ritiene la sentenza "sbagliata nelle fondamenta", e ha annunciato appello.

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