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Spaccio di droga nel Nord Barese, blitz dei carabinieri: 17 arresti

Dodici le ordinanze di custodia cautelare in carcere, cinque ai domiciliari. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di spaccio di stupefacenti e tentato omicidio, per fatti avvenuti tra Molfetta, Giovinazzo, Bitonto e Trani

Sono in tutto 17 le ordinanze di custodia cautelare - dodici in carcere, cinque ai domiciliari - eseguite in queste ore dai carabinieri del Comando provinciale di Bari nel Nord Barese.

Le accuse

Le misure, disposte dal gip del Tribunale di Trani Francesco Messina su richiesta del Sostituto Procuratore Silvia Curione riguardano 17 soggetti accusati a vario titolo, in concorso, di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, tentato omicidio e minaccia aggravata. I fatti contestati sono avvenuti a Molfetta, Bitonto, Giovinazzo e Trani.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

"Gruppo armato controllava piazze dello spaccio"

Il provvedimento scaturisce da un’indagine svolta dalla Compagnia di Molfetta, avviata nel novembre del 2015. Le indagini hanno svelato l’esistenza, nei comuni di Molfetta, Bitonto, Giovinazzo e Trani, di "un gruppo criminale armato, dedito alla gestione delle più fiorenti piazze di spaccio della droga". L’attività investigativa ha inoltre permesso di documentare come gli indagati rifornissero costantemente le piazze con considerevoli stock di cocaina, hashish e marijuana, realizzando un volume d’affari giornaliero stimato in diverse migliaia di euro.

I legami con i clan baresi

Le indagini avrebbero messo in luce anche l'esistenza di legami del gruppo con alcuni clan baresi, in particolare quello dei Di Cosola e dei Diomede.

VIDEO: L'OPERAZIONE DEI CARABINIERI

L'agguato durante la festa patronale e il ruolo delle donne

L’inchiesta ha consentito anche di fare luce su un grave episodio - da cui le stesse indagini hanno preso avvio - che tanto scalpore suscitò nell’opinione pubblica, avvenuto nel settembre 2015 a Molfetta e contestato a uno degli arrestati, Nicola Abbrescia, barese da tempo residente a Molfetta. Precisamente, durante la festa patronale, con una mitraglietta, Abbrescia tentò di assassinare un altro spacciatore - anch'egli tra gli arrestati - poiché accusato di aver mantenuto un legame sentimentale clandestino con la compagna di uno degli elementi del gruppo. Anche nei confronti di quest’ultima e di altre due donne è stata adottata l’ordinanza: il loro ruolo sarebbe stato quello di custodire lo stupefacente da destinare al commercio illecito.  

Minorenni e canali social per lo spaccio

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, inoltre, il gruppo si sarebbe avvalso anche di minorenni o soggetti comunque molto giovani per lo spaccio. Spesso l'attività avveniva anche con il ricorso ai social come Facebook e Whatsapp.

I sequestri di droga e armi

Nel corso dell’indagine sono stati arrestati, in flagranza, sette pregiudicati sequestrando 1 kalashnikov, 1 pistola mitragliatrice, 1 pistola, centinaia di munizioni, nonché, in varie circostanze: circa 500 dosi di marijuana per un peso di circa 2,5 kg; 1100 dosi di hashish per un peso di 2,2 kg;  450 dosi di cocaina pura per un peso di 250 gr e qualche dose di eroina.

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