Cronaca

Spaccio in pieno centro a Bari, le dosi nascoste negli androni dei palazzi: tre arresti

Le indagini partite dopo le numerose segnalazioni dei residenti: il gruppo avrebbe 'monopolizzato' la zona tra via De Rossi e via Garruba, arrivando anche a impossessarsi delle chiavi di alcuni condomini della zona per nascondere la droga

Avrebbero 'monopolizzato' per mesi la zona tra via De Rossi e via Garruba, nei pressi della Facoltà di Lingue a Bari, gestendo l'attività di spaccio fino ad arrivare ad impossessarsi delle chiavi di accesso ad alcuni condomini, utilizzando gli androni come nascondiglio per le dosi. Sono state proprio le numerose e particolareggiate segnalazioni dei residenti  a dare avvio alle indagini della polizia: cittadini che lamentavano l'arroganza e la prepotenza degli spacciatori, di cui erano costretti a subire sotto gli occhi le attività illecite (talvolta trovandosi anche nell'impossibilità di entrare o uscire dal proprio palazzo, se in quel momento c'era una cessione di droga in corso).

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari, guidati dal dirigente Filippo Portoghese e coordinati dai pm della locale Direzione distrettuale investigativa antimafia, hanno così ricostruito i movimenti del gruppo, individuando quali principali organizzatori dello spaccio Antonio Mititiero, 49 anni, Davide Volpe, 34 anni, Daniela Tonti, 34 anni (destinatari dell'ordinanza odierna).

Le indagini, avviate già a inizio 2019, avevano consentito alla polizia, già nei mesi immediatamente successivi, di arrestare in flagranza alcuni dei soggetti indagati (cinque in tutto), contribuendo così a contenere in maniera significativa il fenomeno. In particolare, 'referente' delle attività illecite sarebbe stato il 49enne, all'epoca residente nella zona e al momento dell'esecuzione dell'ordinanza già detenuto per altra causa.

Prevalentemente eroina e cocaina - secondo quanto accertato dagli investigatori - le sostanze spacciate. Tra gli aspetti emersi dalle indagini, uno particolarmente inquietante: alcune cassette elettriche dismesse, nella vicina via Fornari, sarebbero state utilizzate per lasciare delle sirighe già usate, magari da chi riteneva di non avere particolari problemi di salute, a disposizione dei tossicodipendenti che ne erano sprovvisti. 

I gravi indizi di colpevolezza a carico dei tre indagati arrestati oggi sono stati acquisiti attraverso attività di polizia giudiziaria con sequestri di sostanze stupefacenti e corredato da immagini video che hanno immortalato le fasi dello spaccio che avveniva per tutto il giorno andando avanti fino alla tarda serata.

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