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Truffa nella vendita dei farmaci e soldi con i nomi delle squadre di calcio: così funzionava il traffico

I dettagli dell'operazione "Body and drugs", dove i 13 arrestati sono accusati a vario titolo per spaccio di sostanze stupefacenti e dopanti, tentata rapina e detenzione di banconote false

 

Spaccio di sostanze stupefacenti e dopanti, tentata rapina e detenzione di banconote false. Abbraccia i reati più disparati l’operazione “Body and drugs” del Comando provinciale della Guardia di Finanza. Le indagini, partite nel 2015, hanno portato all’arresto di 13 persone questa mattina

Il tutto è partito - come ha spiegato il comandante provinciale Nicola Altiero, da un semplice controllo per strada, durante il quale sono stati ritrovati nel portabagagli di un'auto diverse scatole di un farmaco contenente l'ormone della crescita, commercializzato da un'azienda internazionale con sede a Modugno. Da lì le indagini si sono allargate a macchia d’olio, portando alla luce un giro di vendita illecita della sostanza dopante - il valore di mercato si aggira tra i 300 e i 400 euro - a due diverse bande attive a Bari e nella provincia, che avevano anche contatti con una palestra della zona industriale. A comprarlo erano sia atleti importanti - uno degli arrestati, Adriano Novelli, è stato campione locale di body building, mentre tra gli indagati a piede libero risulta un vincitore del titolo nazionale -, sia a quelli meno importanti, che venivano però sistematicamente truffati. "A quest'ultimi, denominati 'pellegrini' dagli indagati, - spiega Altieri - venivano vendute fiale con l'etichetta originale, ma contenenti soluzioni fisiologiche e non il reale farmaco dopante".

La 'filiera' partiva da un dipendente con mansioni manageriali addetto al controllo qualità dell'azienda, che ha rivenduto ad uno degli istruttori della palestra le fiale. Lo stesso aveva tentato - insieme al cognato pregiudicato Michele Giangaspero - di rubare un ingente quantitativo del farmaco da un tir, merce dal valore di diverse migliaia di euro. Nella palestra e in altri locali utilizzati dal gestore sono state rinvenute anche altre sostanze dopanti (testosterone, nandrolone e metenolone per citarne alcuni).

LO SPACCIO DI DROGA E BANCONOTE FALSE - La stessa indagine ha permesso di portare alla luce altre attività illecite collaterali a quella della vendita di sostanze dopanti. Uno degli arrestati - Giuseppe Giammaria, pregiudicato attivo nel borgo antico - gestiva un traffico di hashish, eroina, cocaina e marijuana, che venivano spacciati sia a Bari vecchia, sia nel quartiere murattiano. Gli inquirenti sono risaliti a lui perché la moglie gestiva un negozio di integratori e medicinali, ora chiuso. 

Alcuni degli arrestati detenevano inoltre denaro falso, di cui si accennava all'interno delle telefonate del gruppo con riferimenti alle squadre di calcio. Ecco quindi che alle banconote da 20 euro - di colore azzurro - si faceva riferimento parlando dell'Inter, mentre a quelle rosse da 50 euro ci si riferiva parlando del Bari

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