Far west e sparatoria nel centro storico di Bitonto: tre persone arrestate per l'agguato di febbraio

In manette sono finiti tre pregiudicati ritenuti vicini al clan Cipriano, accusati di aver tentato di uccidere due rivali dei 'Conte', ferendoli nel corso di un agguato

Avrebbero partecipato ad una spedizione 'punitiva' nel centro di storico di Bitonto per colpire un esponente del clan rivale Conte, esplodendo colpi di pistola ai danni dell'uomo e di una vedetta minorenne, ferendoli e non uccidendoli poiché i due riuscirono all'ultimo momento a trovare rifugio in alcune abitazioni vicine: i Carabinieri hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere ai danni di Benito Ruggiero, 28 anni, Rocco Mena,30 anni, ed Arcangelo Zamparino, 42 anni, considerati esponenti del clan Cipriano,  ritenuti responsabili della sparatoria avvenuta il 23 febbraio nella cittadina barese. 

Le immagini: il 'passeggio' nel centro storico prima di sparare

I provvedimenti sono stati elessi dal Gip di Bari Francesco Mattiace su richiesta dei procuratori Dda Ettore Cardinali e Marco D'Agostino. L'episodio si inserirebbe nella faida tra i due gruppi che controllano le attività illecite e criminali a Bitonto, i clan Conte e Cipriano. Un confronto violento e senza scrupoli, culminato con l'uccisione per errore, lo scorso 30 dicembre, dell'83enne Anna Rosa Tarantino per le vie del borgo antico di Bitonto. Nella sparatoria venne anche ferito un ragazzo che apparteneva al clan Cipriano.  

La sparatoria in risposta ad un altro episodio di pochi giorni prima

Secondo gli inquirenti, l'episodio di febbraio sarebbe scaturito da un'aggressione subita da "un giovane rampollo" di uno degli esponenti del gruppo Cipriano, da parte di personaggi riferibili al clan Conte. Da lì la risposta armata con due feriti, in cui, per un caso, non vi furono vittime. I tre sono stati incastrati dalle dichiarazioni dei testimoni e anche dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza collocate nella città vecchia di Bitonto. Ruggiero e Mena erano già detenuti da marzo scorso, poiché ritenuti responsabili della sparatoria del 30 dicembre avvenuta alle prime luci dell'alba in via Pertini, nella roccaforte del gruppo Conte: in quella circostanza venne ucciso un pastore tedesco ritenuto di proprietà dello stesso boss Domenico Conte, episodio che fece scattare la rappresaglia avvenuta pochi minuti dopo, nella quale perse la vita, per una tragica fatalità, la pensionata 83enne. I tre sono accusati a vario titolo di duplice tentato omicidio in concorso, detenzione illegale e porto in pubblico di arma da fuoco, spari in luogo pubblico, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Piccioni su balconi e grondaie: i sistemi per allontanarli da casa

  • Chiude dopo più di 20 anni il Disney Store di via Sparano a Bari: a rischio 13 lavoratori, proclamato sciopero

  • Operatrice positiva al Covid, chiude asilo nido a Bari

  • Positiva al covid rompe la quarantena ed esce a fare la spesa: denunciata una donna nel Barese

  • A Bari vecchia 38 positivi al Covid e Decaro mette in guardia i residenti: "A breve confronto con i gestori dei locali"

  • Incendio a Valenzano: fiamme nelle vicinanze delle palazzine, avvertite anche delle esplosioni

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
BariToday è in caricamento