Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Carbonara

Agguato a Carbonara, don Carlo Cinquepalmi: “Non siamo il Bronx”

Parla il parroco della chiesa Madonna di Pompei: "Siamo una comunità viva. Non serve l'esercito, ma una maggiore presenza di forze dell'ordine e rappresentanti delle istituzioni"

La parrocchia Madonna di Pompei a Carbonara

“Carbonara è composta da centinaia di ottime famiglie che non hanno nulla a che fare con la criminalità organizzata, non siamo il Bronx come qualcuno vorrebbe dipingerci”. A parlare è don Carlo Cinquepalmi, parroco della Chiesa intitolata alla Madonna di Pompei. Ieri la sparatoria nella centrale piazza Umberto ha fatto tornare la paura tra molti residenti che temono una recrudescenza della lotta tra clan. “Gli investigatori faranno chiarezza sulla natura dell’agguato di ieri - commenta Cinquepalmi -. Ultimamente avevamo notato un aumento sia degli scippi che dei furti in appartamento: elementi che hanno di molto aumentato la percezione d’insicurezza tra i cittadini, ma non credo sia in atto un nuovo regolamento di conti tra clan malavitosi”. Il sacerdote sottolinea come sia necessario irrobustire la presenza delle forze dell’ordine nel quartiere: “La presenza costante di addetti alla sicurezza pubblica, anche attraverso semplici posti di blocco, ha fatto sì che il territorio di Carbonara fosse maggiormente protetto tanto che negli ultimi mesi abbiamo vissuto un periodo di relativa tranquillità”.

Una ferita aperta è ancora quella che riguarda la morte di Gaetano Marchitelli,  il giovane garzone di una pizzeria, vittima nel 2003 di un agguato della criminalità organizzata. “Le veglie di preghiera che organizziamo in ricordo del giovane Gaetano sono una dimostrazione straordinaria non solo di vicinanza e affetto della comunità nei confronti della famiglia, ma anche della grande volontà dei carbonaresi di costruire una società legale ”, commenta il parroco.

Due anni fa, invece, il 39enne Giuseppe Mizzi venne ucciso da due sicari per un tragico scambio di persona in un agguato di mafia. “I rappresentanti delle istituzioni dovrebbero essere più presenti – continua Cinquepalmi -. Vorremmo che ad ogni livello, dal Comune fino alla Provincia e alla Regione, ci sia una presenza ordinaria nella vita di Carbonara, ne trarremmo tutti giovamento”.

Intanto ieri il deputato Dario Ginefra  (Pd) ha chiesto la convocazione a Bari di un nuovo tavolo dell'ordine pubblico. “Come extrema ratio, qualora gli uomini delle Forze dell'ordine risultassero insufficienti nel numero – ha affermato Ginefra - si valuti persino il ricorso alle forze armate perché occorre tutelare la sicurezza pubblica e rilanciare l'immagine del nostro territorio come zona che si oppone con ogni mezzo alle mafie".
Sull’ipotesi esercito, don Carlo Cinquepalmi si dichiara contrario: “Non ne abbiamo bisogno, serve maggior pattugliamento delle forze dell’ordine e un maggiore sostegno alle attività di educazione alla legalità che anche noi, come parrocchie di Carbonara, stiamo promuovendo da anni”. “Carbonara - conclude – non è un ghetto criminale”.

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