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Libertà, colpi di pistola dopo la lite: tre arresti per la sparatoria del 7 maggio

L'agguato in via Trevisani, nel primo giorno di festeggiamenti per San Nicola: in manette la stessa vittima, Andrea De Giglio, e altre due persone. Il 'duello' a colpi di pistola sarebbe scaturito da un litigio tra due gruppi legato a dissidi avvenuti nel mercato di via Nicolai

Prima la lite tra due gruppi in via Trevisani, legata probabilmente a dissidi avvenuti nel Mercato rionale di via Nicolai, poi lo 'scontro' a colpi di pistola in strada, in pieno pomeriggio, di sabato, in una zona densamente abitata. A distanza di poco più di un mese, i carabinieri della Compagnia di Bari Centro, coordinati dal pm Giuseppe Dentamaro, hanno ricostruito la dinamica dell'agguato avvenuto in via Trevisani il pomeriggio dello scorso 7 maggio, primo giorno dei festeggiamenti in onore di San Nicola.

In carcere sono finite tre persone: Emanuele Sedicina, ventenne di via Nicolai con precedenti di polizia per reati contro patrimonio, la stessa vittima dell'agguato, il 31enne Andrea De Giglio, e un terzo uomo, Massimo Iacobbe, 45 anni.

VIDEO: I MOMENTI DELLA SPARATORIA

Fondamentali per la ricostruzione dell'agguato, in assenza di testimonianze - nonostante i fatti avvenuti in una zona molto frequentata - sono state le immagini dei sistemi di video sorveglianza del luogo e le relative indagini tecniche.

Il primo ad estrarre la pistola sarebbe stato il 20enne Sedicina che, rispondendo di duplice tentato omicidio, è accusato di aver dapprima raggiunto e sparato due colpi alle spalle di De Giglio, nel probabile tentativo di far valere le ragioni del suo 'gruppo'. Successivamente, pistola in mano, continuando a seminare il panico tra i presenti, ha cercato di fare altrettanto nei confronti di una seconda vittima, M.G., 46 anni, anch’egli pregiudicato e coinvolto nel precedente litigio. Il secondo bersaglio, poco distante, ha però avuto il tempo di realizzare cosa stesse succedendo, riuscendo a sfuggire al suo sicario e a trovare rifugio all’interno di un vicino hotel dove, arrivando anche a sfondare una vetrata, ha creato scompiglio tra i clienti fino a trovare riparo nelle camere dove si è nascosto.

De Giglio, a sua volta, nonostante le gravi ferite, ha avuto anche la forza e prontezza di reagire estraendo una pistola e facendo a sua volta fuoco all’indirizzo di Sedicina che tuttavia, trovandosi dall’altra parte della strada, non è stato raggiunto dai colpi, finiti invece contro alcune macchine parcheggiate.   

Mentre per Sedicina e De Giglio le accuse sono rispettivamente di duplice tentato omicidio e violazione della sorveglianza speciale, e per entrambi di porto abusivo di arma, per Iacobbe le manette sono scattate in quanto accusato di aver aiutato De Giglio che, una volta ferito e terminata la sparatoria, prima di farsi accompagnare al pronto soccorso, si è affidato all’amico per disfarsi dell’arma tentando di cancellare le prove più evidenti per ostacolare le indagini. 
 

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