Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Così Azzurrina insegna ai bambini il valore dell'amicizia... e della diversità

A colloquio con la scrittrice Maria Pia Latorre. Il suo ultimo libro, "Lo spettro di Azzurrina", è la storia di un'amicizia e di una fantastica avventura. Ma invita anche ad una riflessione più profonda, che chiama in causa anche gli adulti

Maria Pia Latorre

“Lo spettro di Azzurrina” è innanzitutto la storia di un’amicizia, quella che nasce durante una vacanza tra i tre protagonisti, Stefano, Gaia e Cristian, ed è destinata a durare negli anni. Una storia in cui i piccoli lettori possono riconoscersi.

"I bambini si riconoscono in una storia attuando un naturale processo identificativo nei personaggi. L’identificazione con “il buono”, nel racconto, stimola nei piccoli la proiezione di sentimenti positivi e contribuisce allo sviluppo della loro sfera affettiva. I benefici di questo meccanismo congeniale al mondo infantile, inoltre, si traducono anche in un effetto di rassicurazione rispetto alle comuni ansie e  preoccupazioni".

L’avventura dei tre protagonisti ruota intorno ad Azzurrina e alla sua storia, per la quale ti sei ispirata ad un personaggio realmente esistito. Come è nata questa scelta?

"Sì, è stato un incontro, per me, affascinante, quello con Azzurrina. Sono da sempre innamorata della storia, sia di quella locale che di quella universale. Ritengo che ognuno di noi sia fatto “geneticamente” anche di passato. Se è vero che siamo un insieme di natura e cultura, allora la cultura sedimentata in noi non è altro che storia. Amare la storia, per me,  è un po’ amare l’umanità, capire il passato per aiutarci a costruire il futuro. Dunque ne “Lo spettro di Azzurrina” c’è parecchia storia, storia medievale, nello specifico. Difatti i tre protagonisti si ritroveranno a tu per tu con Azzurrina che li accoglierà nel suo castello, in un’atmosfera accuratamente ricostruita persino negli aspetti più quotidiani (alimentazione, igiene personale, educazione). Ma, ad un certo punto,  nel maniero il passato di dame e cavalieri incontra il presente tecnologico".

Azzurrina è albina, e nel suo mondo il suo aspetto non comune genera diffidenza, viene quasi percepito come un ‘pericolo’. Un modo per introdurre nel libro una tematica molto delicata, quella della diversità…

"Nell’attuale società globale, una delle difficoltà più grandi che incontriamo è quella di accettare l’altro. Abbiamo spezzato le catene dei limiti delle distanze spaziali, e questa è una grandissima conquista che deve necessariamente avere, come rovescio della medaglia, prima l’accettazione e poi l’accoglienza dell’altro. L’altro è diverso da me perché io sono diversa da lui, dunque cooperiamo facendo tesoro di ciò che di originale ognuno reca con sé. E’ una tematica molto ampia, questa, che non si può sintetizzare in poche battute, ma credo che ognuno di noi abbia il sacrosanto dovere di fare qualcosa perché le diversità diventino una ricchezza per tutti. Questo libro è il mio piccolo mattoncino all’edificio della cooperazione".

Nel racconto compaiono anche personaggi adulti, descritti sempre con un tocco leggero, divertente: dai genitori dei tre protagonisti al detective un po’ bizzarro che poi li accompagnerà verso il finale della storia.  Che ruolo hanno gli adulti in questa avventura in cui i protagonisti sono i bambini?

"Bisognerebbe piegare le ginocchia, mettersi ad altezza di bimbo e guardare in su. Come ci vedono i bambini? Cosa pensano di noi? Molti grandi maestri c’invitano a compiere quest’operazione, anche solo mentalmente, per aiutare i nostri bambini a crescere. Forse ce ne siamo ormai dimenticati, ma sono tante le difficoltà che un bambino deve affrontare ogni giorno, a partire dall’attaccapanni troppo alto alle scarpe da allacciare. Oggi, poi, per i nativi digitali, è tutto più articolato perché la sovraesposizione alla medialità rende il tutto complesso e complicato (etimologicamente complesso, cioè cum plexus (annodato) e complicato, plicare (con delle pieghe). Tornando al processo identificativo con i protagonisti positivi, in questo racconto, l’adulto è costruito come persona autorevole, colui che dà le regole (il genitore), è riserva di affetto (i nonni), rappresenta l’eroe di un’avventura (il detective), insomma sono interlocutori positivi con cui rapportarsi".

Un auspicio o un suggerimento per i piccoli lettori che si approcciano a questo libro?

"Un suggerimento per i piccoli lettori? DIVERTITEVI !! Io mi sono divertita a scriverlo immaginando risate di bimbi…".

NOTE SULL'AUTRICE - Maria Pia Latorre insegna da oltre vent'anni nella scuola primaria. Dedicatasi al volontariato sociale e all’associazionismo culturale, ha partecipato a concorsi di poesia, ottenendo diversi riconoscimenti. Dal 2004 cura Bimbi in Circolo, giornalino scolastico dell’VIII Circolo Didattico G. Paolo II, di Bari-Carbonara. Collabora con L’Aquilone: associazione per la promozione della lettura e della letteratura giovanile, diretta dal prof. D. Giancane, ordinario della cattedra di Storia della Letteratura Giovanile dell’Università di Bari. Ha partecipato alla manifestazione  Lector in Fabula (edizioni 2008 e 2010, a Conversano). E’ intervenuta al Seminario promosso dalla Biblioteca Provinciale Santa Teresa dei Maschi – De Gemmis “Liberi di leggere in biblioteca” (2011). Partecipa all’Expolibro Edizione 2011– Bari. Collabora alle iniziative per la diffusione della lettura presso scuole, librerie, biblioteche.

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