Da Spizzico a Warhol, il patrimonio della Fiera: "Opere da tutelare e restituire alla città"

Più di 250 i pezzi custoditi dall'ente. L'obiettivo è quello di restaurarli e catalogarli, facendo appello all'aiuto dei privati, per poi renderli fruibili al pubblico, attraverso l'organizzazione di mostre e visite guidate

L'opera di Spizzico, "Il Mezzogiorno"

Da Spizzico a Boetti e Munari,  da Baj a Emblema ed Andy Warhol. 253 opere in tutto, un vero e proprio tesoro, pezzi acquisiti nel corso degli anni e ora ospitati nei corridoi e negli uffici della Fiera del Levante. Per valorizzare e restaurare quel patrimonio, il presidente dell'ente, Ugo Patroni Griffi, ha lanciato un appello a istituzioni locali e privati.

L'intenzione della Fiera, ha spiegato oggi Patroni Griffi, è quello di procedere alla catalogazione e al restauro delle opere, per renderle poi fruibili al pubblico, organizzando sia visite guidate, ad esempio per le scolaresche, sia mostre per permettere a tutti di ammirare i pezzi, alcuni dei quali - ha annunciato il presidente dell'ente - saranno già esposti a novembre ad "Arte Padova", la Mostra Mercato dell’Arte Moderna e Contemporanea che si tiene alla Fiera di Padova.

"Ci ripromettiamo di rendere tutte le opere chiaramente riconoscibili entro due mesi - ha spiegato ancora Mimmo Magistro, consigliere generale della Fiera e promotore dell’iniziativa – anche attraverso una breve cronistoria degli autori da applicare sotto la cornice come nei grandi musei. Ospiteremo visite di scolaresche, iniziando dai licei artistici e verificheremo la possibilità con l'Università di riconoscere crediti formativi (CFU) per quegli studenti che verranno in stage  ad aiutarci. Questa operazione assomiglia molto ad un miracolo".

Vendola-PGrffi confsta 5 marzo-2"Un lavoro di cura della Fiera – ha detto Vendola, presente alla presentazione dell'iniziativa – vuol dire innanzitutto prendersi cura dei luoghi, ma anche valorizzare le professionalità che operano all’interno dell’ente. Oggi qui in Fiera comincia una vicenda che speriamo possa propagare un contagio: catalogare, inventariare, identificare tutte le opere d’arte che, nell’arco dei decenni sono state acquisite al patrimonio pubblico, è molto importante. Bisogna restituirle alla comunità. Abbiamo bisogno di far rivivere questo preziosissimo patrimonio. La Fiera del Levante è fatta anche di tante meravigliose opere d’arte, che da oggi cominceranno di nuovo ad essere conosciute e godute non soltanto dai pugliesi".

"Noi abbiamo un grandissimo patrimonio artistico – ha commentato l'assessore regionale al Turismo Silvia Godelli – diffuso in molte sedi pubbliche. Il processo di preliminare ricognizione iniziato qui in Fiera è un percorso che dovremmo effettuare anche come Regione Puglia, avendo a nostra volta un inestimabile patrimonio artistico. Non sarà un percorso facile, ma attraverso il coinvolgimento del Servizio Regionale Demanio e Patrimonio e di alcuni musei presenti sul territorio potremmo cominciare ad avviare un progetto di museo permanente di arte contemporanea".

"La città di Bari dovrebbe avere un museo di arte moderna – ha rimarcato Alfonso Pisicchio, vice sindaco del Comune di Bari – per consentire ai cittadini la fruizione di un patrimonio culturale così vasto e importante. Le istituzioni dovrebbero collaborare in tal senso, come dimostra l’iniziativa avviata dall’Ente Fiera".

Intanto tramite i social network è stato fatto appello alla sensibilità dei privati per finanziare il restauro delle tele e  ci sono già importanti adesioni. Il vicepresidente della Fiera, Lorenzo De Santis, si è fatto promotore con l’ANCE, Associazione Nazionale Costrutori Edili, con Confindustria e con il CNR, per costituire un fondo destinato alla valorizzazione del patrimonio artistico dell’Ente. Inoltre, ha annunciato il vice presidente, il Comune di Bari concederà la Sala Murat alla Fiera per l’allestimento di una mostra con i pezzi più pregevoli della collezione.  

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