L'Ateneo ospita il nuovo sportello del Centro antiviolenza: "L'Università deve promuovere un cambio di passo culturale"

Si tratta del secondo sportello attivo nelle università baresi, dopo quello al Politecnico. Lo sportello, attivo tutti i venerdì dalle ore 10 alle 12, si trova al secondo piano dell’ex palazzo Poste

Apre le porte nel palazzo ex Poste dell'Università degli Studi di Bari, il nuovo punto di ascolto del Centro antiviolenza comunale, attualmente gestito dalla cooperativa Comunità San Francesco. Un ulteriore presidio della rete cittadina del welfare, che sarà accessibile a partire da venerdì 9 ottobre, fungendo da antenna territoriale di prevenzione e sensibilizzazione, accoglienza e orientamento delle studentesse, degli studenti e di tutto il personale docente e tecnico-amministrativo delle università baresi.

Lo sportello 

Lo sportello, attivo tutti i venerdì dalle ore 10 alle 12, si trova al secondo piano dell’ex palazzo Poste (prima stanza a sinistra), con ingresso da via Garruba: si potrà accedere mediante prenotazione contattando il numero 328 8212906, attivo h 24, o il numero verde 800 202330, e scrivendo alla mail info@centroantiviolenza.it o in posta privata sulla pagina facebook del Centro antiviolenza comunale “Centro Antiviolenza Bari”. Le attività, finanziate dalla Regione Puglia e dal Comune di Bari nell’ambito del programma “Rafforzare la non violenza”, comprendono in modo più ampio una serie di azioni innovative per contrastare la violenza in un’ottica di promozione dell’autonomia e dell’empowerment degli utenti.

"Il contrasto alla violenza di genere è un impegno che le istituzioni tutte devono perseguire perché si possa invertire una spirale drammatica che segnala, nel nostro Paese, numeri molto preoccupanti - ha dichiarato il rettore Stefano Bronzini -. L’Università come luogo di formazione e di ricerca, quindi di impegno civile, ha l’obbligo di promuovere un cambio di passo culturale nelle nuove generazioni, una nuova sensibilità alle questioni che avviliscono la nostra vita quotidiana. In tale senso, l’iniziativa si integra con le molteplici altre azioni di sostegno psicologico e sociale che il nostro Ateneo sta progressivamente rafforzando nell’area dei servizi agli studenti, anche in collaborazione con altre istituzioni".

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"Con l’attivazione dello sportello del Centro Antiviolenza nell’Università degli Studi di Bari, che si aggiunge a quello già presente nel Politecnico - ha sottolineato l’assessore al Welfare Francesca Bottalico - si consolida ulteriormente il percorso interistituzionale avviato dall’assessorato al Welfare nell’ambito della strategia di contrasto alla violenza di genere. L’efficacia di tali azioni è sostenuta non solo dall’incremento dei presidi di ascolto, tutela e accompagnamento, che rappresentano antenne fondamentali sul territorio, ma anche e soprattutto da interventi culturali ed educativi rivolti a tutti e a tutte. Dopo aver promosso momenti formativi nelle scuole e attivato sportelli nei presidi cittadini del Welfare ed equipe itineranti nei Municipi, la collaborazione con l’Ateneo assume una rilevanza strategica che ci consente di accedere ad uno dei luoghi di crescita ed emancipazione per eccellenza e di offrire un sostegno concreto alle donne vittime di qualsiasi forma di violenza. Bari è la seconda città in Italia ad aver dato vita ad un intervento di questo tipo e per questo sento di dover ringraziare i rettori delle due università cittadine per la disponibilità che hanno mostrato da subito e per aver voluto costruire, insieme al Comune e al Centro Antiviolenza, questo fondamentale percorso di tutela e sensibilizzazione nell’interesse di tutta la comunità".

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