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Nel IV Municipio uno sportello d'ascolto per ragazzi e famiglie: "Uno spazio per confrontarsi e chiedere aiuto"

Il servizio sarà attivo ogni mercoledì mattina, dalle 9 alle 11, presso l'istituto 'Calamandrei': destinatari non solo i minori, ma anche docenti e famiglie alla ricerca di un sostegno nell'educazione dei ragazzi

Uno "spazio neutro" per aprirsi, confrontarsi ed eventualmente chiedere aiuto. E' lo sportello d'ascolto che a partire da mercoledì prossimo viene attivato nel territorio del IV Municipio, negli spazi dell'istituto scolastico 'Calamandrei'. 

Che cosa è lo sportello d'ascolto e a chi si rivolge

L'iniziativa nasce con l'idea di offrire ai ragazzi uno spazio dedicato ai ragazzi, ai loro problemi, alle difficoltà vissute nel mondo della scuola, nell’ambito familiare e con i loro coetanei, e al tempo stesso un luogo di incontro e confronto aperto alle famiglie, per aiutarle a capire e superare le difficoltà che naturalmente possono sorgere nel rapporto con un figlio che cresce. L’attività, condotta da una educatrice tutti i mercoledì mattina, dalle ore 9.00 alle ore 11.00, avrà come destinatari non solo i minori ma anche i docenti e le famiglie che, riscontrando difficoltà nell’educazione dei ragazzi, possono trovare in questo servizio  un supporto e un sostegno prezioso.

"Esempio di collaborazione tra welfare e scuola"

“L’avvio di questo sportello d’ascolto - commenta l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - rientra in una programmazione più ampia diffusa nei quartieri e finalizzata a offrire a tanti adolescenti e ai loro genitori la possibilità di discutere e aprirsi con dei professionisti in uno spazio neutro. Il connubio tra strutture del welfare e istituzioni scolastiche può offrire un grande contributo alla comprensione delle ragioni su cui spesso si fondano le diverse manifestazioni del disagio minorile, dalla chiusura rispetto all’ambiente circostante alle manifestazioni estreme di bullismo. Pertanto, poiché spesso non è semplice intercettare le difficoltà e i bisogni vissuti dai giovani all’interno dei centri, vogliamo essere presenti nelle scuole proprio per facilitare il contatto di educatori ed esperti con i ragazzi e le ragazze al fine di stabilire con loro una relazione più diretta che possa aiutarli ad esprimersi ed, eventualmente, a chiedere aiuto”.

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