Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

All'ospedale San Paolo una 'stanza rosa' per le donne vittime di violenza

Dopo il Policlinico, inaugurato il secondo presidio del progetto 'Binario rosa'. Vendola: "E' il segno di un percorso di cambiamento radicale"

Un luogo dedicato all'accoglienza e all'ascolto protetto delle vittime di violenza, dove le donne potranno ricevere supporto e assistenza psicologica nel pieno rispetto della riservatezza che situazioni simili richiedono. E' stata inaugurata oggi, presso il pronto soccorso dell'ospedale San Paolo di Bari, la seconda 'stanza rosa', parte del progetto 'Binario rosa' promosso da Comune e Regione in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera Policlinico, l’Associazione Nazionale Magistrati - Distretto di Bari, la Cooperativa Sociale C.R.I.S.I. e l’Ass.I.Me.Fa.C. Puglia. La prima stanza è stata aperta qualche mese fa al Policlinico ed è stata intitolata ad Anna Costanzo, la truccatrice del Petruzzelli uccisa dal suo ex fidanzato nel 2009.

"Questo - ha commentato il presidente Vendola inaugurando il nuovo presidio, insieme all'assessore alla Salute Elena Gentile - è un luogo che mette insieme le forze dell’ordine, la magistratura, i medici e gli infermieri. Tanti pezzi della società che cominciano a costruire un’organizzazione del lavoro che ruota sulla visione di ciò che prima era invisibile: la violenza sulle donne. Se tutti insieme guardiamo e offriamo accompagnamento alla vittima di un abuso, di una molestia o di uno stupro, noi costruiamo le condizioni per essere una società che reagisce, che non ha tentazioni all’assuefazione. Purtroppo però, noi siamo una società assuefatta alla violenza sulle donne, perché se abbiamo dovuto inventare un neologismo come “femminicidio”, per descrivere la crescita esponenziale di omicidi di donne, vuol dire che quella era la punta dell’iceberg rispetto a tutta l’incredibile stratificazione di atti di violenza sulle donne. Qui, oggi, in questo modo - ha sottolineato Vendola - si rompe l’assuefazione, cominciano le nuove pratiche e anche le professioni iniziano a fare i conti con un fatto piccolo, ma gigantesco: il mondo non è uno, il mondo è due. È fatto di uomini e di donne. Il vocabolario deve imparare a nominare uomini e donne e l’organizzazione sociale, inclusa l’organizzazione sanitaria, deve saper guardare e valorizzare la differenza".

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