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Bari punta sempre più sull'artigianato 3D: l'open lab di 'Apulia Makers'

Inaugurato uno spazio finanziato con il Bando Nidi della Regione Puglia. Tre giovani del Barese hanno investito su un settore in forte espansione: "Contenitore aperto dove poter progettare e creare. Vogliamo rivoluzionare il settore trasformando i consumatori in creatori attivi"

Bari abbraccia sempre di più la filosofia dei 'creatori' e anche le start-up percorrono la strada delle realizzazioni in digitale, settore dalle ampie prospettive future: in questo senso si moltiplicano le iniziative di giovani che vogliono investire fondando una propria impresa. In città è così dunque nato un luogo che non è un semplice 'centro stampa' ma un vero e proprio open lab per la fabbricazione digitale dove apprendere, sperimentare e creare attraverso stampanti 3d e di ultimissima generazione. Il progetto 'Apulia Makers 3D', realizzato grazie al Bando Regionale Nidi, è frutto della visione di tre ragazzi del Barese, laureati e studenti in ingegneria e architettura, affascinati dall'artigianato del nuovo millennio

"L'idea - spiega Giuseppe Buonamassa, 30enne fondatore della start-up assieme ad Antonio Cassano e Giuseppe Scaltrito - è nata dopo aver comprato una stampante poi costruita a noi bullone su bullone. Abbiamo percepito le potenzialità di questo strumento e deciso di avviare un'attività che possa essere da supporto per professionisti e nostri coetanei, creando un contenitore del genere senza andare via dalla nostra città". L'open lab, aperto in via De Ruggiero, nel quartiere San Pasquale, è a due passi da Campus Universitario, Accademia delle Belle Arti e diverse scuole superiori, posizione strategica per coinvolgere studenti e docenti, potendo contare, in circa 100 mq, di 7 stampanti di ultima generazione. L'innovazione sta nel poter usufruire pagando un piccolo abbonamento, dei macchinari, chiedendo consulenza ma anche offrendo la propria esperienza agli altri. La start-up, nata in primavera, è arrivata in 6 mesi all'inaugurazione ufficiale

"Ci rivolgiamo sia al pubblico che al privato - dice Buonamassa - anche perché si tratta di una cultura sempre più diffusa. Noi vorremmo incrementarla attraverso workshop e seminari. In questi primi giorni ci hanno già commissionato numerosi progetti per componentistica e bioarchitettonica, prototitpistica e plastici d'ingegneria", anche se on mancano giocattoli, squali e personaggi di Star Wars. Un centro all'avanguardia nel Sud ma anche rispetto al resto d'Italia: "Esistono situazioni simili -dice Buonamassa - a Torino e MIlano, ma non con lo stesso spirito 'open' a cui noi ci siamo ispirati. Vogliamo in un certo senso rivoluzionare l'artigianato trasformando i consumatori in creatori attivi".

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