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Stop ai primi appelli della sessione autunnale: docenti universitari in sciopero anche a Bari

Da oggi e fino al 31 ottobre la mobilitazione che dovrebbe coinvolgere, a Bari, circa 165 professori tra Università e Politecnico: alla base della protesta, il blocco degli scatti di carriera e dei relativi aumenti stipendiali

Niente esami al primo appello della sessione autunnale. Parte oggi lo sciopero dei docenti che coinvolge 79 Università italiane, e che durerà fino al 31 ottobre. I professori che hanno deciso di aderire alla mobilitazione si asterranno dal tenere il primo appello della sessione autunnale, "per la durata massima di 24 ore corrispondenti alla giornata fissata", facendo quindi slittare gli esami all'appello successivo.

La situazione per Uniba e Politecnico

Uno sciopero al quale aderiranno, a livello nazionale, oltre 5400 docenti. Tra Università di Bari e Politecnico, i firmatari della lettera di proclamazione dello sciopero, legato al blocco degli scatti stipendiali, sono stati circa 165. Un numero comunque approssimativo, dal momento che anche altri professori potrebbero decidere di unirsi alla protesta, non presentandosi il giorno del primo appello.

Link Bari: "Sciopero legittimo, ma vigiliamo affinché nessun appello venga perso"

L'annuncio del 'blocco degli appelli' ha messo in allerta gli studenti per le possibili ripercussioni sull'organizzazione dello studio e degli esami da sostenere. "Riteniamo lo sciopero legittimo - afferma Piercarlo Melchiorre, coordinatore di Link Bari - ma vigiliamo affinché questi appelli non si perdano, ma ne vengano fissati di nuovi, come previsto, entro il 14° giorno dall'appello saltato". Nel caso in cui per la sessione autunnale ci sia in calendario un solo appello, è previsto infatti che agli Atenei venga chiesto di fissare un appello straordinario dopo il quattordicesimo giorno dallo sciopero. "Dobbiamo fare in modo - aggiunge - che questo sciopero non danneggi gli studenti, ad esempio chi ha bisogno di accumulare Cfu per la richiesta di borse di studio, o ancora chi intende laurearsi nella sessione autunnale". "Monitoriamo la situazione, e stiamo interloquendo con i docenti, che si stanno mostrando comunque disponibili ad ascoltare le nostre richieste". "Uno sciopero come questo - conclude Melchiorre - riporta comunque al centro il tema della università pubblica e dei suoi problemi".

Docenti in sciopero: le ragioni e le richieste

Alla base della mobilitazione, come spiegato dai promotori dello sciopero, riuniti nel 'Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria',  c'è una "vertenza che si trascina senza esito apprezzabile fin dal 2014", ovvero quella relativa al blocco degli scatti stipendiali. I docenti chiedono infatti che  "le classi e gli scatti stipendiali dei Professori e dei Ricercatori Universitari e dei Ricercatori degli Enti di Ricerca Italiani aventi pari stato giuridico, bloccati nel quinquennio 2011-2015, vengano sbloccati a partire dal 1° gennaio del 2015, anziché, come è attualmente, dal 1° gennaio 2016". A ciò si somma la richiesta che "il quadriennio 2011-2014 sia riconosciuto ai fini giuridici, con conseguenti effetti economici solo a partire dallo sblocco delle classi e degli scatti dal 1° gennaio 2015".   

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