Cronaca

Sannicandro, l'ultimo saluto alla famiglia Piccolo. Il parroco: "Nessuno giudichi, ora solo silenzio"

Centinaia di persone all'interno della chiesa e sul sagrato per l'ultimo saluto a Michele, Maria, Letizia e Claudio. Durante l'omelia il monito di Don Nicola: "Troppo spesso tracciamo giudizi facili. Al bando la curiosità"

Foto di repertorio

Rose bianche, arancio, rosse e blu sulle bare di Letizia, Claudio, e dei loro genitori, Maria e Michele. E' il giorno dell'ultimo saluto alle quattro vittime della tragedia avvenuta venerdì a Sannicandro. Nella chiesa di Santa Maria Assunta una folla commossa, silenziosa, composta da centinaia di cittadini si è stretta intorno ai parenti della famiglia Piccolo. Una famiglia conosciuta e stimata da tutti: lui, Michele, farmacista nella vicina Acquaviva; lei, Maria Chimienti, vicesindaco. E poi i loro due figli: Claudio, 24 anni, e Letizia, morta a pochi giorni dal suo ventesimo compleanno: a lei, su un balcone della piazza, è dedicato uno striscione con scritto "Buon compleanno polpetta".

Un lungo applauso accoglie i feretri nella chiesa, poi il silenzio. Centinaia le persone all'interno, e quelle che seguono le esequie sul sagrato. Durante l'omelia risuona il monito di don Nicola Rotundo, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta: "Troppo spesso tracciamo giudizi facili, come è accaduto questi giorni. Al bando la curiosità". "Condannate e sarete condannati, perdonate e sarete perdonati, giudicate e sarete giudicati" ha detto padre Nicola, invitando a "non usare troppe parole ma silenzio interiore, perché soltanto l'amore misericordioso ci conforta". "Anche nel dolore - ha aggiunto - c'é un disegno misterioso di Dio".

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