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Strage Bruscella, i periti della Procura: "Troppa polvere da sparo, esplosione per errore umano"

Depositata la relazione dei consulenti nell'ambito dell'inchiesta sullo scoppio che distrusse, il 24 luglio 2016, la fabbrica modugnese, causando la morte di 10 persone

I tecnici nominati dalla Procura di Bari hanno concluso la perizia per cercare di far luce sulle cause dell'esplosione che il 24 luglio 2015 distrusse la fabbrica di fuochi d'artificio Bruscella di Modugno, nel barese, provocando la morte di 10 persone. Secondo i periti vi sarebbe stata una presenza eccessiva di polvere da sparo, una poca distanza tra i fabbricati contenenti materiali esplodenti e l'utilizzo di attrezzature inadeguate. Le cause principali dello scoppio, secondo i consulenti della Procura, andrebbero ricercate in un possibile errore umano unito alla sottovalutazione dei rischi. Le fiamme sarebbero state innescate dall'uso di forbici in metallo per tagliare una miccia: "La fabbrica Bruscella - si legge nella relazione - è andata completamente distrutta per l'effetto domino che ha interessato tutti i laboratori destinati ai processi di lavorazione, a causa di un errore umano dovuto ad eccessiva confidenza". La relazione è a disposizione delle parti dopo che i pm che hanno coordinato le indagini, Grazia Errede e Domenico Minardi, hanno chiuso le indagini sulla strage. Nel fascicolo dell'inchiesta risulta indagato l’unico titolare dell’azienda sopravvissuto all’esplosione, Antonio Bruscella, accusato di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

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