Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Murat / Via Nicolò dell'Arca

Strage di via Niccolò dell'Arca, venti "pietre d'inciampo" per ricordare le vittime

L'iniziativa voluta dal Comune in memoria dei caduti dell'eccidio fascista del 28 luglio 1943. Ieri la cerimonia. Il direttore dell'Istituto antifascismo, Vitantonio Leuzzi: "Coinvolgere nel ricordo le nuove generazioni"

''I fatti di Bari tra il 28 luglio e il dicembre del '43 dimostrano come questa meravigliosa città, la sua anima popolare, abbiano sempre difeso la democrazia insieme a tutte le anime politiche, in un afflato che la portò nel 2006 ad essere insignita con la medaglia d'oro alla Resistenza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano''. Ha esordito così il sindaco Michele Emiliano scoprendo ieri in piazza Umberto le venti pietre d'inciampo collocate nellì'asfalto per ricordare le vittime della strage fascista di via Niccolò dell'Arca del 28 luglio 1943. Venti targhe di ottone su cui sono incisi i nomi dei venti tra studenti, operai e professori che il 28 luglio passando ''in corteo spontaneo nei pressi della Federazione fascista furono oggetto di spari - ha ricordato il direttore dell'Istituto antifascismo, Vitantonio Leuzzi - da parte degli stessi fascisti e di un reparto dell'Esercito regio''. pietre inciampo-2

''Fu forse la prima strage di Stato post fascista - ha ricordato Pasquale Martino dell'Associazione Partigiani - senza colpevoli accertati'' ma fu anche, come è emerso dalle parole di due sopravvissuti, Paolo Laterza, presente a Bari, e Giuseppe Lopez in collegamento da Milano, ''il corteo di studenti, lavoratori e professori che continuavano a sperare di raggiungere non solo il carcere di Bari per poter vedere i compagni antifascisti detenuti, ma la libertà''. Ecco perché Leuzzi ha chiesto stasera alle istituzioni di ''avere il coraggio di coinvolgere nel ricordo le nuove generazioni'' annunciando che il 2 dicembre prossimo partirà dal teatro Abeliano di Bari lo spettacolo che racconterà gli anni tra il '43 e il '45 a Bari con la partecipazione del barese Antonio De Liso, tramite in quegli anni tra l'Esercito italiano e quello americano.

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