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Strage ferroviaria Andria-Corato, Regione responsabile civile: "E' proprietaria degli impianti"

La decisione del nuovo collegio giudicante nominato dopo la ricusazione dei giudici chiesta da Ferrotramviaria e disposta dalla Corte di Appello. La citazione decisa in quanto "la proprietà degli impianti è in capo alla Regione"

Nel processo sul disastro ferroviario Andria-Corato del 12 luglio 2016 la Regione Puglia sarà nuovamente citata come responsabile civile. E' la decisione assunta dal nuovo collegio di giudici del Tribunale di Trani - composto da Antonio De Luce presidente, giudici a latere Marina Chiddo e Sara Pedone - nominato dopo la ricusazione del precedente colelgio, chiesta e ottenuta da Ferrotramviaria.

Il provvedimento di citazione della Regione era stato annullato dalla Corte d'Appello in quanto avrebbe contenuto "una indebita anticipazione del giudizio". Nell'ordinanza del nuovo collegio la citazione è disposta in quanto è "acclarato che la proprietà degli impianti è in capo alla Regione stessa". I giudici sottolineano tutttavia "che non esiste una contestazione specifica avanzata dall’ufficio del pm" e "che solo nell’ambito di un completo giudizio di merito potranno valutarsi i presupposti di una responsabilità". 

Nel processo, la cui prossima udienza si terrà il 19 settembre nell'aula bunker del carcere di Trani, sono imputate, oltre a Ferrotramviaria, 17 persone tra dipendenti e dirigenti dell’azienda pugliese di trasporti e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le accuse sono, a vario titolo, di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Nell'incidente morirono 23 persone, e altre 51 rimasero ferite.
 

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