Settantasette anni fa la strage di via Niccolò dell'Arca: "Venti giovani baresi uccisi, la città non dimentichi mai"

La cerimonia, alla presenza del governatore pugliese Michele Emiliano, del sindaco di Bari Antonio Decaro e del prefetto di Bari Antonella Bellomo, ha visto la deposizione di una corona sul monumento che ricorda le vittime della strage in piazza Umberto

Piazza Umberto a Bari ha ospitato, stamane, la cerimonia di commemorazione del 77esimo anniversario della strage di via Niccolò dell'Arca del 28 luglio 1943. In quell'occasione persero la vita 20 persone e altre 50 rimasero ferite mentre sfilavano pacificamente in un corteo che andava ad accogliere gli antifascisti all’uscita del carcere, all’indomani della caduta del regime.

La cerimonia, alla presenza del governatore pugliese Michele Emiliano, del sindaco di Bari Antonio Decaro e del prefetto di Bari Antonella Bellomo, ha visto la deposizione di una corona sul monumento che ricorda le vittime della strage, i cui nomi sono incisi in altrettante pietre d’inciampo sull’asfalto della piazza. L'appuntamento è stato organizzato dal Comune in collaborazione con l’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), l’Ipsaic (Istituto pugliese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea), l’Anppia (Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti), la Cgil Camera del Lavoro metropolitana, l’Arci di Bari e il Coordinamento regionale Antifascista.

“Anche essere qui oggi, per onorare le vittime che nella strage di via Niccolo dell'Arca persero la vita mentre celebravano la libertà della città dalla dittatura nazifascista, è una nostra piccola conquista di libertà – ha commentato il sindaco Decaro -. In questi mesi, infatti, abbiamo dovuto rinunciare a cerimonie come queste e inventare nuove formule per ricordare la storia della nostra città e dei suoi cittadini. Sono stato da solo su un balcone, davanti a una corona di fiori e davanti alle lapidi che ricordano eroi del nostro Paese, e mai come in quei momenti ho capito che la memoria è una dimensione collettiva, si nutre dei pensieri e delle riflessioni di tanti, cresce se stiamo insieme, si alimenta della presenza e della costanza di tante persone che, appunto, condividono un ricordo, un valore e una storia. E con i nostri ricordi e la nostra presenza che rendiamo la storia attualità, ricordando quei giovani baresi che quel 28 luglio attraversavano le strade della nostra città per festeggiare la libertà di tutti, e ricordare come furono uccisi ci impegna nella difesa della nostra libertà, oggi e sempre. A ricordarcelo ci sono queste pietre d'inciampo che quasi ci vogliono indicare la presenza fisica di quei giovani baresi che persero la vita mentre andavano incontro alla libertà, e qui dove sono stati loro, siamo e ci saremo noi perché Bari non dimentichi mai la sua storia”.

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