Cronaca

Strage in famiglia a Sannicandro, ipotesi omicidio-suicidio ma è giallo sulla pistola

L'arma con cui Michele Piccolo avrebbe sparato alla moglie e ai due figli prima di suicidarsi non è stata ancora ritrovata. All'arrivo dei carabinieri la villa era senza elettricità. Dalla tasca del figlio sarebbero spariti mille euro

Al momento l'ipotesi più accreditata per gli investigatori resta quella dell'omicidio-suicidio, ma con il passare delle ore le zone d'ombra sulla tragedia familiare avvenuta ieri sera in una villa alla periferia di Sannicandro diventano sempre più numerose.

L'IPOTESI OMICIDIO-SUICIDIO - Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Michele Piccolo, 55 anni, farmacista, avrebbe sparato prima contro la moglie Maria Chimienti, 55 anni, vicesindaco del paese, e la figlia Letizia, 20 anni il prossimo 6 maggio, utilizzando una pistola che deteneva legalmente in casa, acquistata dopo un tentativo di rapina subito qualche tempo fa. Le due donne sono state trovate nelle rispettive camere da letto, nessun segno di violenza sul corpo, uccise con un colpo alla testa. Secondo il medico legale, il decesso sarebbe avvenuto intorno alle 15.30 del pomeriggio. Piccolo avrebbe quindi atteso il rientro a casa del figlio Claudio, 24 anni. Il ragazzo sarebbe giunto a casa in auto intorno alle 21, dopo aver chiuso la farmacia di Acquaviva nella quale lavorava con il padre. Michele Piccolo avrebbe quindi nuovamente aperto il fuoco, colpendo Claudio alla testa. Il giovane, ricoverato in coma irreversibile nel reparto di Rianimazione del Policlinico, è stato dichiarato morto in serata.  Quindi Piccolo si sarebbe suicidato, lasciandosi annegare nella piscina della villa, dopo essersi probabilmente avvelenato. A dare l'allarme e a permettere il ritrovamento del corpo è stata la fidanzata di Claudio Piccolo, preoccupata per il fatto di non riuscire a mettersi in contatto con il ragazzo.

LA PISTOLA MAI RITROVATA - Nonostante sia certo che le vittime siano state uccise con una pistola, dopo più di 12 ore di ricerche l'arma detenuta da Piccolo non è stata ancora ritrovata. Gli investigatori hanno setacciato la villa e le campagne circostanti, anche con l'ausilio di unità cinofile. E' stato anche svuotato il pozzo nero della villa, nell'ipotesi che la pistola potesse essere stata buttata in quel posto, ma senza nessun risultato.

NELLA VILLA MANCAVA L'ELETTRICITA' - Un altro punto non chiaro riguarda l'assenza di corrente elettrica. All'arrivo dei carabinieri e dei primi parenti, nella casa era stata staccata l'elettricità. A riferire la circostanza è stato il fratello di Maria Chimienti. "Abbiamo usato le luci dei telefonini per poterci muovere e riattivare il quadro elettrico". Donato Chimienti ha anche raccontato che suo nipote Claudio quando è rientrato a casa ieri sera attorno alle 9 ha usato il telecomando per aprire il cancello della villa e parcheggiare la sua auto all'interno. "Questo vuol dire - ha detto - che a quell'ora c'era ancora la corrente".

I MILLE EURO SPARITI - Un'altra indiscrezione, sempre riferita dal fratello della vittima Maria Chimienti, potrebbe aprire la strada all'ipotesi della rapina. Sarebbero infatti scomparsi mille euro che suo nipote Claudio aveva preso dalla cassa della farmacia ieri sera prima di rientrare a casa.

LE INDAGINI - Intanto i carabinieri che indagano sulla strage hanno ascoltato decine di testimoni tra parenti, amici e conoscenti della famiglia Piccolo, per ricostruire esattamente la dinamica dei fatti. Si cerca di capire, ferma restando l'ipotesi del raptus omicida di Michele Piccolo, cosa possa aver fatto esplodere la tragedia in una famiglia che tutti definiscono "assolutamente tranquilla" e di "brave persone".

Gli accertamenti autoptici disposti da pm di turno della Procura di Bari, Angela Maria Morea, saranno effettuati non prima di lunedì prossimo dai medici legali Vito Romano e Giancarlo Divella nell'ospedale Miulli di Acquaviva sui corpi di Michele Piccolo, sua moglie Maria Chimienti e la figlia Letizia.

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