Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Strage di Sannicandro, nessun incasso scomparso. Una testimonianza fa slittare l'orario del delitto

Secondo quanto riferito dagli investigatori i mille euro non sarebbero spariti ma sarebbe stati ritrovati ancora nella cassa della farmacia. Nuovi dettagli sul delitto: quel pomeriggio i coniugi erano stati insieme dal medico

Le prime certezze sulla tragedia consumatasi venerdì sera alla perifieria di Sannicandro potranno venire, probabilmente, dall'autopsia sul corpo delle quattro vittime prevista per martedì prossimo. Intanto le indagini vanno avanti, gli investigatori stanno ascoltando numerosi testimoni e sulla vicenda emergono nuovi dettagli.

I SOLDI DELLA FARMACIA ANCORA IN CASSA - Una prima importante novità riguarda i 1000 euro dell'incasso della farmacia che, secondo quanto riferito da alcuni parenti poche ore dopo l'omicidio, sarebbero stati prelevati di Claudio Piccolo prima di tornare a casa. Una circostanza che lasciava pensare all'ipotesi di una rapina finita in tragedia, ma che oggi sarebbe stata smentita dagli investigatori. Secondo quanto riportato dall'Ansa, infatti, fonti investigative avrebbero riferito che il denaro era ancora in cassa, all'interno della farmacia.

LE RICERCHE DELLA PISTOLA - Resta invece insoluto l'altro mistero, quello della pistola con cui Piccolo avrebbe ucciso la moglie e i due figli prima di suicidarsi. L'arma non è stata ancora ritrovata. I carabinieri hanno acquisito oggi i video delle telecamere di sorveglianza installate presso il distributore di carburante poco lontano dalla villa dove si è consumata la strage, sulla strada che collega Sannicandro a Bitetto. In quelle immagini potrebbe essere stato immortalato il momento in cui Michele Piccolo si è disfatto della pistola, regolarmente detenuta, il cui calibro è compatibile con i colpi di arma da fuoco che hanno ucciso gli altri tre.

I CONIUGI PICCOLO DAL MEDICO PRIMA DEL DELITTO - Una delle testimonianze raccolte in queste ore indurrebbe invece gli investigatori a posticipare l'orario dell'uccisione di Maria Chimienti e sua figlia Letizia da parte di Michele Piccolo. I coniugi Piccolo, infatti, il pomeriggio della tragedia erano stati insieme a Bari per una visita specialistica da un noto neurochirurgo barese. La circostanza, riferita dal medico ai carabinieri, sarebbe confermata da un testimone che dice di avere visto la coppia, Michele Piccolo e Maria Chimienti verso le 17.30 mentre in automobile rientrava a Sannicandro.  Dunque il primo atto della strage sarebbe avvenuto non nel primo pomeriggio (come un primo esame medico legale aveva ipotizzato) ma qualche ora più tardi, visto che alle 17.30 Maria Chimienti era ancora in vita insieme con il marito.

LE AUTOPSIE - Intanto si attendono gli esiti delle autopsie sui corpi delle quattro vittime, disposte per martedì prossimo. L'autopsia sul corpo del figlio Claudio sarà eseguita in mattinata nell'istituto di medicina legale del Policlinico di Bari. Il ragazzo è stato dichiarato formalmente morto alle 20 di ieri, a 24 ore dalla strage. Sui corpi degli altri tre, invece, morti tra il primo pomeriggio di venerdì (le due donne) e le 22 (Michele Piccolo) le autopsie saranno eseguite a partire dal pomeriggio di martedì prossimo nell'ospedale di Acquaviva delle Fonti. In quella sede saranno anche seguiti gli esami tossicologici sul padre. All'uomo è stato anche fatto l'esame dello stub per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo che confermerebbero l'ipotesi che sia stato lui a sparare prima di suicidarsi.

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