Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Violentata dal branco a 14 anni: in manette quattro giovani

Arresti effettuati dai carabinieri di Molfetta. La vicenda risalirebbe al 2012: la vittima ha denunciato tutto in un secondo momento, per paura di ritorsioni. Tra i ragazzi coinvolti anche tre minorenni

Costretta a subire per mesi le violenze del branco. Ragazzi poco più grandi di lei, che conosceva appena, ma di cui si era fidata. Una sera di primavera aveva accettato di fare un giro in scooter, e da allora era cominciato l'incubo. L'avevano portata in luogo appartato, e lì avevano abusato di lei. Un gruppo di dieci ragazzi, tra cui anche alcuni  minorenni. In cinque l'avevano violentata a turno, mentre gli altri stavano a guardare, schernendola e bloccando ogni suo tentativo di reazione. La prima di una lunga serie di violenze, ripetutesi anche nei mesi successivi. Episodi subiti in silenzio, per vergogna e per paura di ritorsioni da parte del gruppo.

GLI ARRESTI - Fino a quando la vittima, una 14enne di Molfetta, ha trovato il coraggio di denunciare tutto. Attraverso il suo racconto, i carabinieri sono riusciti a risalire ai responsabili degli abusi, quattro dei quali sono stati arrestati questa mattina su disposizione del gip di Trani, in seguito all'indagine condotta dal pm Mirella Conticelli. In manette sono finiti due 21enni, un 20enne e un 25enne, tre dei quali con piccoli precedenti penali. Del branco però avrebbero fatto parte anche tre minorenni, la cui posizione è al vaglio dalla procura presso il Tribunale per i minorenni di Bari. Le accuse, per tutti, sono di violenza sessuale di gruppo aggravata e sequestro di persona.

LO STUPRO PARTITO DA UNO SCHERZO SU FB - Gli episodi di violenza risalirebbero alla primavera-estate del 2012. Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l'idea della violenza di gruppo sarebbe nata da un falso profilo Facebook. Uno scherzo di cattivo gusto fatto da un'amica della 14enne, che a sua insaputa aveva aperto un profilo in cui la ragazzina si diceva "disponibile a tutto" e in cui veniva riportato anche il numero della vittima. Attraverso quelle informazioni il branco sarebbe riuscito quindi ad adescare l'adolescente. Dopo le violenze, la 14enne aveva provato a sfuggire al gruppo cambiando di numero di cellulare, ma dopo tempo il branco era tornato a farsi vivo. Così, la paura che quell'incubo potesse ritornare, l'ha spinta a rompere il muro del silenzio e a denunciare i suoi aguzzini.

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