Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Da Corato a Napoli, l'odissea di un neonato: gira quattro ospedali prima dell'intervento

Il piccolo necessitava di un intervento chirurgico urgente, ma a causa di una serie di problemi burocratici e organizzativi è stato costretto a girare quattro nosocomi prima di essere operato a Napoli. Il caso denunciato dal consigliere regionale di FI Gianmarco Surico

Trasportato da Corato a Bari, quindi a Foggia e poi a Napoli. Una vera e propria odissea per un bambino nato nell'ospedale coratino, al quale era stata subito diagnosticata un'infezione. Ma quell'intervento urgente di cui il piccolo aveva bisogno, alla fine è stato eseguito a Napoli, dopo un lungo 'giro' negli ospedali pugliesi. Ora il piccolo sta bene, ma la sua vicenda resta un caso emblematico.

A denunciare l'accaduto è il consigliere regionale di Forza Italia, Gianmarco Surico. "Il bambino – spiega in una nota Surico, che è un medico - presentava addome acuto e, quindi, era in pericolo di vita. Il Di Venere, però, è dotato del reparto di terapia intensiva neonatale, ma non della chirurgia e per questo era necessario trasferirlo presso l’ospedale Giovanni XXIII di Bari. Tuttavia - prosegue - tra le due strutture – una dell’azienda consorziale Policlinico di Bari, e l’altra dell’Asl Bari - non esiste una convenzione che consenta il trasferimento dei pazienti".

"Una circostanza già di per sé grave - rimarca il consigliere - ed il piccolo è stato trasferito all’Ospedale di Foggia e di qui… a Napoli! Una vera e propria odissea, considerando lo stato di emergenza e le condizioni del piccolo, costretto con la sua famiglia a fare centinaia di chilometri fino a Napoli.  Intrappolati in beghe burocratiche sia il piccolo paziente che la sua famiglia, ma anche tutto il personale sanitario, che non è stato in grado di trovare soluzioni".

"È una vicenda triste e sconcertante insieme, che si aggiunge ai disagi inimmaginabili di pazienti ed operatori sanitari del pronto soccorso del Di Venere. Il Giovanni XXIII poi, soffre di un’incongruenza organizzativa in quanto la struttura è staccata da quella del Policlinico dove, però, la terapia intensiva c’è. Per questo, la prossima settimana visiterò il pronto soccorso del nosocomio barese e la struttura pediatrica, per capire quali siano le criticità dell’ospedale. Non si possono abbandonare né i pazienti né il personale – conclude - e si devono approvare provvedimenti urgenti per tamponare una situazione di totale default".

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