Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Borse di studio, la protesta degli studenti: "Tutti idonei, ma in pochi riceveranno i soldi"

La denuncia di Link dopo la pubblicazione delle graduatorie Adisu provvisorie: "Il governo continua a tagliare i fondi, quest'anno aumentano ancora gli idonei non beneficiari"

Sempre meno borse di studio per gli studenti universitari. A lanciare l'allarme, all'indomani della pubblicazione delle graduatorie provvisorie Adisu, sono i ragazzi di Link e Rete della Conoscenza Puglia. 

Quest'anno, denunciano gli studenti, "la percentuale di borsisti sarà inferiore rispetto allo scorso anno: il Governo, infatti, ha tagliato di altri 37 milioni di euro il fondo nazionale per il diritto allo studio, già di per sè insufficiente a garantire la copertura totale". E così, di tutti gli studenti risultati idonei ed entrati in graduatoria, allo stato attuale soltanto alcuni (intorno al 60% degli aventi diritto) potranno effettivamente ricevere il sussidio. Una situazione, sottolineano gli studenti, che stride fortemente con le dichiarazioni del premier Letta, che proprio ieri, durante la cerimonia inaugurale della Fiera del Levante, ha parlato del diritto allo studio come priorità del suo governo.

"L'IItalia - si legge ancora nel comunicato di Link - è l'unico Paese al mondo in cui esiste la figura dell'idoneo non beneficiario, ovvero di colui a cui viene riconosciuto il diritto alla borsa ma questa gli viene negata perchè non finanziata! E vi ricordiamo anche che solo in Italia gli studenti finanziano il diritto allo studio con le tasse Adisu, aumentate dal Governo Monti l'anno scorso da 77 euro a 140, per chi è troppo giovane per saperlo!". "E, sempre per rinfrescare la memoria, a febbraio l'ex ministro Profumo voleva cambiare i bandi per l'accesso alle borse, abbassando la soglia iseeu a 14.000 e alzando il numero di cfu annui necessari del 75%, una manovra fermata solo dalle mobilitazioni degli studenti, le stesse che poche mesi prima ottenevano dalla Regione un finanziamento di 12 milioni di euro in due anni per il diritto allo studio!".

Ma gli studenti si dicono pronti ancora una volta a dare battaglia: primo appuntamento il prossimo 11 ottobre per una manifestazione che vedrà gli studenti scendere in piazza in tutte le città italiane.

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