Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca Carbonara

Mancano gli infermieri, posti letto dimezzati in Rianimazione al Di Venere

Dal 30 maggio ridotti da 8 a 4 a causa della carenza di personale e del mancato rinnovo dei contratti. L'allarme della Fials: "Caso preoccupante, a rischio l'assistenza ai pazienti"

Contratti a tempo determinato scaduti e non rinnovati, cronica carenza di personale: nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Di Venere di Carbonara mancano gli infermieri,  e dallo scorso 30 maggio il primario del reparto si è visto costretto a dimezzare i posti letto disponibili, riducendoli da otto a quattro.

Una situazione allarmante per la Fials, il primo sindacato del settore sanità nelle Province Bari e Bat, che teme il ripetersi di condizioni simili anche in altri ospedali, come il San Paolo, soprattutto in vista della stagione estiva, quando i problemi legati alla mancanza di personale rischiano di farsi ancora più pesanti.

"Si rischia di danneggiare l’assistenza complessa dei pazienti, i politraumatizzati da incidente stradale e l’emergenza estiva”, denuncia di Piero Albenzio, segretario provinciale, che continua ricordando un episodio drammatico.  “Non vorremmo ripetere nella ruota dei corsi e ricorsi storici l’esperienza drammatica vissuta nel 2005”, osserva Albenzio, “quando un’anziana donna fu sottoposta alla roulette russa tra gli ospedali pugliesi alla ricerca di un ricovero poi negato e finendo il suo calvario da cadavere sulla lettiga di un'ambulanza”. “All’epoca”, aggiunge, “il governatore Raffaele Fitto e il piano di riordino ospedaliero vennero sommersi da una valanga di critiche e Nichi Vendola vinse le elezioni promettendo un contropiano ai tagli e il potenziamento dei reparti di eccellenza ed urgenza”.

Il segretario della Fials ha quindi lanciato un appello al presidente della Regione, perchè “a distanza di sette anni poco o nulla è cambiato, le promesse dissolte dalla chiusura di 18 ospedali, altri 5 promessi in questi giorni, accorpamenti di reparti e riduzioni paurose al personale (circa 30 milioni di euro nel 2011 nella Asl Bari)”. Per questo il sindacato "si rivolge al presidente Vendola chiamato ad intervenire con urgenza ed a compensare l'inerzia dell’assessore alla salute Ettore Attolini e del direttore generale della Asl, Mimmo Colasanto, che in questa fase si sono mostrati distratti e insofferenti ai nostri ripetuti richiami alla responsabilità”.

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