Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Monopoli

Ulivi secolari tagliati senza autorizzazione nel Barese: nei guai proprietario del terreno e due addetti alla potatura

Blitz della Guardia di finanza nell'agro di Monopoli. Secondo l'accusa la potatura ha alterato la caratteristica morfologia della chioma, asportando più del 10% della superficie fotosintetica attiva

Avevano potato ulivi secolari senza l'autorizzazione comunale e senza seguire i metodi specifici e i procedimenti di taglio previsti dalla normativa di settore. È quindi scattata la denuncia per il proprietario di un terreno di circa un ettaro nel Monopolitano, oltre che dei due addetti che hanno potato gli alberi secolari. L’attività è stata eseguita dai carabinieri della Stazione di Monopoli con il supporto dell’elicottero PH139-D della Sezione Aerea barese del Corpo, che ha effettuato il sorvolo dell’area acquisendo rilievi video-fotografici utili per l’approfondimento degli accertamenti. L’uliveto, sito nell’agro monopolitano, ricade nella cosiddetta “piana degli ulivi secolari”, che deve il proprio nome alle caratteristiche monumentali delle piante presenti, con tronco di diametro addirittura superiore al metro e cinquanta. Uliveti della specie, unitamente ai muretti a secco ed ai trulli, rappresentano il tratto distintivo del paesaggio pugliese e per questo sono tutelati da uno specifico quadro normativo, nazionale e regionale.

VIDEO | Le immagini del blitz 

In particolare, per i tre soggetti la denuncia alla Procura della Repubblica di Bari è scattata poiché, secondo l’ipotesi accusatoria, la potatura degli ulivi secolari è stata eseguita alterandone la caratteristica morfologia della chioma ed asportando più del 10% della superficie fotosintetica attiva. L’operazione delle Fiamme Gialle pugliesi è stata eseguita nell’ambito dei servizi di vigilanza e di polizia ambientale disposti in virtù del Protocollo d’Intesa stipulato con la Regione Puglia in materia, che trova il suo obiettivo primario nella salvaguardia del prezioso patrimonio paesaggistico locale, attraverso l’individuazione e la repressione, tra l’altro, degli interventi pregiudizievoli della conservazione di simili piante, in quanto eseguiti con modalità difformi da quelle prescritte e da personale non specializzato, privo delle necessarie competenze tecniche.

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